


























Il progetto di fit-out della nuova sede di NTT DATA a Roma, articolata su undici piani per circa 12.000 mq complessivi, nasce da una riflessione sul rapporto tra spazio di lavoro e città. L’obiettivo è stato introdurre all’interno dell’edificio la complessità e la varietà proprie dell’ambiente urbano, attraverso una sequenza di spazi differenti per configurazione, atmosfera e modalità di utilizzo. Il piano terra assume la funzione di uno spazio di soglia tra la dimensione pubblica della città e quella lavorativa dell’edificio. Bar, aree lounge e spazi di lavoro si intrecciano in un ambiente permeabile, dove funzioni diverse possono convivere e dove il lavoro entra in relazione con una dimensione più aperta e collettiva. La permeabilità del piano terra è costruita anche attraverso il sistema delle pareti, che non definiscono separazioni rigide ma introducono differenti gradi di apertura e privacy. Gli spazi possono così dilatarsi o raccogliersi, modificando le relazioni tra le diverse aree e permettendo una maggiore continuità visiva e spaziale. A questa articolazione contribuiscono gli arredi, pensati come elementi capaci di accompagnare e modificare le diverse configurazioni. Anche il linguaggio degli arredi rafforza il rapporto tra interno ed esterno. La panca Quadra, ad esempio, riprende nelle forme alcuni caratteri dell’arredo urbano, reinterpretandoli all’interno dell’ambiente di lavoro.
Il progetto di fit-out della nuova sede di NTT DATA a Roma, articolata su undici piani per circa 12.000 mq complessivi, nasce da una riflessione sul rapporto tra spazio di lavoro e città. L’obiettivo è stato introdurre all’interno dell’edificio la complessità e la varietà proprie dell’ambiente urbano, attraverso una sequenza di spazi differenti per configurazione, atmosfera e modalità di utilizzo. Il piano terra assume la funzione di uno spazio di soglia tra la dimensione pubblica della città e quella lavorativa dell’edificio. Bar, aree lounge e spazi di lavoro si intrecciano in un ambiente permeabile, dove funzioni diverse possono convivere e dove il lavoro entra in relazione con una dimensione più aperta e collettiva. La permeabilità del piano terra è costruita anche attraverso il sistema delle pareti, che non definiscono separazioni rigide ma introducono differenti gradi di apertura e privacy. Gli spazi possono così dilatarsi o raccogliersi, modificando le relazioni tra le diverse aree e permettendo una maggiore continuità visiva e spaziale. A questa articolazione contribuiscono gli arredi, pensati come elementi capaci di accompagnare e modificare le diverse configurazioni. Anche il linguaggio degli arredi rafforza il rapporto tra interno ed esterno. La panca Quadra, ad esempio, riprende nelle forme alcuni caratteri dell’arredo urbano, reinterpretandoli all’interno dell’ambiente di lavoro.
Il progetto di fit-out della nuova sede di NTT DATA a Roma, articolata su undici piani per circa 12.000 mq complessivi, nasce da una riflessione sul rapporto tra spazio di lavoro e città. L’obiettivo è stato introdurre all’interno dell’edificio la complessità e la varietà proprie dell’ambiente urbano, attraverso una sequenza di spazi differenti per configurazione, atmosfera e modalità di utilizzo. Il piano terra assume la funzione di uno spazio di soglia tra la dimensione pubblica della città e quella lavorativa dell’edificio. Bar, aree lounge e spazi di lavoro si intrecciano in un ambiente permeabile, dove funzioni diverse possono convivere e dove il lavoro entra in relazione con una dimensione più aperta e collettiva. La permeabilità del piano terra è costruita anche attraverso il sistema delle pareti, che non definiscono separazioni rigide ma introducono differenti gradi di apertura e privacy. Gli spazi possono così dilatarsi o raccogliersi, modificando le relazioni tra le diverse aree e permettendo una maggiore continuità visiva e spaziale. A questa articolazione contribuiscono gli arredi, pensati come elementi capaci di accompagnare e modificare le diverse configurazioni. Anche il linguaggio degli arredi rafforza il rapporto tra interno ed esterno. La panca Quadra, ad esempio, riprende nelle forme alcuni caratteri dell’arredo urbano, reinterpretandoli all’interno dell’ambiente di lavoro.
Il progetto di fit-out della nuova sede di NTT DATA a Roma, articolata su undici piani per circa 12.000 mq complessivi, nasce da una riflessione sul rapporto tra spazio di lavoro e città. L’obiettivo è stato introdurre all’interno dell’edificio la complessità e la varietà proprie dell’ambiente urbano, attraverso una sequenza di spazi differenti per configurazione, atmosfera e modalità di utilizzo. Il piano terra assume la funzione di uno spazio di soglia tra la dimensione pubblica della città e quella lavorativa dell’edificio. Bar, aree lounge e spazi di lavoro si intrecciano in un ambiente permeabile, dove funzioni diverse possono convivere e dove il lavoro entra in relazione con una dimensione più aperta e collettiva. La permeabilità del piano terra è costruita anche attraverso il sistema delle pareti, che non definiscono separazioni rigide ma introducono differenti gradi di apertura e privacy. Gli spazi possono così dilatarsi o raccogliersi, modificando le relazioni tra le diverse aree e permettendo una maggiore continuità visiva e spaziale. A questa articolazione contribuiscono gli arredi, pensati come elementi capaci di accompagnare e modificare le diverse configurazioni. Anche il linguaggio degli arredi rafforza il rapporto tra interno ed esterno. La panca Quadra, ad esempio, riprende nelle forme alcuni caratteri dell’arredo urbano, reinterpretandoli all’interno dell’ambiente di lavoro.
Il progetto di fit-out della nuova sede di NTT DATA a Roma, articolata su undici piani per circa 12.000 mq complessivi, nasce da una riflessione sul rapporto tra spazio di lavoro e città. L’obiettivo è stato introdurre all’interno dell’edificio la complessità e la varietà proprie dell’ambiente urbano, attraverso una sequenza di spazi differenti per configurazione, atmosfera e modalità di utilizzo. Il piano terra assume la funzione di uno spazio di soglia tra la dimensione pubblica della città e quella lavorativa dell’edificio. Bar, aree lounge e spazi di lavoro si intrecciano in un ambiente permeabile, dove funzioni diverse possono convivere e dove il lavoro entra in relazione con una dimensione più aperta e collettiva. La permeabilità del piano terra è costruita anche attraverso il sistema delle pareti, che non definiscono separazioni rigide ma introducono differenti gradi di apertura e privacy. Gli spazi possono così dilatarsi o raccogliersi, modificando le relazioni tra le diverse aree e permettendo una maggiore continuità visiva e spaziale. A questa articolazione contribuiscono gli arredi, pensati come elementi capaci di accompagnare e modificare le diverse configurazioni. Anche il linguaggio degli arredi rafforza il rapporto tra interno ed esterno. La panca Quadra, ad esempio, riprende nelle forme alcuni caratteri dell’arredo urbano, reinterpretandoli all’interno dell’ambiente di lavoro.
Il progetto di fit-out della nuova sede di NTT DATA a Roma, articolata su undici piani per circa 12.000 mq complessivi, nasce da una riflessione sul rapporto tra spazio di lavoro e città. L’obiettivo è stato introdurre all’interno dell’edificio la complessità e la varietà proprie dell’ambiente urbano, attraverso una sequenza di spazi differenti per configurazione, atmosfera e modalità di utilizzo. Il piano terra assume la funzione di uno spazio di soglia tra la dimensione pubblica della città e quella lavorativa dell’edificio. Bar, aree lounge e spazi di lavoro si intrecciano in un ambiente permeabile, dove funzioni diverse possono convivere e dove il lavoro entra in relazione con una dimensione più aperta e collettiva. La permeabilità del piano terra è costruita anche attraverso il sistema delle pareti, che non definiscono separazioni rigide ma introducono differenti gradi di apertura e privacy. Gli spazi possono così dilatarsi o raccogliersi, modificando le relazioni tra le diverse aree e permettendo una maggiore continuità visiva e spaziale. A questa articolazione contribuiscono gli arredi, pensati come elementi capaci di accompagnare e modificare le diverse configurazioni. Anche il linguaggio degli arredi rafforza il rapporto tra interno ed esterno. La panca Quadra, ad esempio, riprende nelle forme alcuni caratteri dell’arredo urbano, reinterpretandoli all’interno dell’ambiente di lavoro.
L’inserimento di elementi riconducibili alla città contribuisce così a costruire un piano terra in cui lavoro, incontro e socialità si sovrappongono.
L’inserimento di elementi riconducibili alla città contribuisce così a costruire un piano terra in cui lavoro, incontro e socialità si sovrappongono.
L’inserimento di elementi riconducibili alla città contribuisce così a costruire un piano terra in cui lavoro, incontro e socialità si sovrappongono.
L’inserimento di elementi riconducibili alla città contribuisce così a costruire un piano terra in cui lavoro, incontro e socialità si sovrappongono.
L’inserimento di elementi riconducibili alla città contribuisce così a costruire un piano terra in cui lavoro, incontro e socialità si sovrappongono.
L’inserimento di elementi riconducibili alla città contribuisce così a costruire un piano terra in cui lavoro, incontro e socialità si sovrappongono.

















Luogo
Roma
Committente
Anno
superficie
12.000 mq
Luogo
Roma
Committente
Anno
superficie
12.000 mq
Luogo
Roma
Committente
Anno
superficie
12.000 mq



























Nei piani superiori, il tema della varietà si traduce nella costruzione di identità differenti. Ogni piano presenta una propria combinazione di layout, materiali, colori, finiture e arredi, che ne definisce l’atmosfera e ne rende riconoscibile il carattere. Variazioni prospettiche, dilatazioni e compressioni degli spazi contribuiscono a costruire una sequenza di ambienti diversi, ciascuno con una propria identità all’interno di un sistema unitario.
Nei piani superiori, il tema della varietà si traduce nella costruzione di identità differenti. Ogni piano presenta una propria combinazione di layout, materiali, colori, finiture e arredi, che ne definisce l’atmosfera e ne rende riconoscibile il carattere. Variazioni prospettiche, dilatazioni e compressioni degli spazi contribuiscono a costruire una sequenza di ambienti diversi, ciascuno con una propria identità all’interno di un sistema unitario.
Nei piani superiori, il tema della varietà si traduce nella costruzione di identità differenti. Ogni piano presenta una propria combinazione di layout, materiali, colori, finiture e arredi, che ne definisce l’atmosfera e ne rende riconoscibile il carattere. Variazioni prospettiche, dilatazioni e compressioni degli spazi contribuiscono a costruire una sequenza di ambienti diversi, ciascuno con una propria identità all’interno di un sistema unitario.
Nei piani superiori, il tema della varietà si traduce nella costruzione di identità differenti. Ogni piano presenta una propria combinazione di layout, materiali, colori, finiture e arredi, che ne definisce l’atmosfera e ne rende riconoscibile il carattere. Variazioni prospettiche, dilatazioni e compressioni degli spazi contribuiscono a costruire una sequenza di ambienti diversi, ciascuno con una propria identità all’interno di un sistema unitario.
Nei piani superiori, il tema della varietà si traduce nella costruzione di identità differenti. Ogni piano presenta una propria combinazione di layout, materiali, colori, finiture e arredi, che ne definisce l’atmosfera e ne rende riconoscibile il carattere. Variazioni prospettiche, dilatazioni e compressioni degli spazi contribuiscono a costruire una sequenza di ambienti diversi, ciascuno con una propria identità all’interno di un sistema unitario.
Nei piani superiori, il tema della varietà si traduce nella costruzione di identità differenti. Ogni piano presenta una propria combinazione di layout, materiali, colori, finiture e arredi, che ne definisce l’atmosfera e ne rende riconoscibile il carattere. Variazioni prospettiche, dilatazioni e compressioni degli spazi contribuiscono a costruire una sequenza di ambienti diversi, ciascuno con una propria identità all’interno di un sistema unitario.





































































All’interno di questa varietà, la differenziazione riguarda anche le modalità di relazione tra le persone e di utilizzo degli spazi. L’alternanza tra ambienti più aperti e collettivi e altri più raccolti e riservati permette di articolare il luogo di lavoro secondo diversi gradi di interazione, privacy e concentrazione.

All’interno di questa varietà, la differenziazione riguarda anche le modalità di relazione tra le persone e di utilizzo degli spazi. L’alternanza tra ambienti più aperti e collettivi e altri più raccolti e riservati permette di articolare il luogo di lavoro secondo diversi gradi di interazione, privacy e concentrazione.































All’interno di questa varietà, la differenziazione riguarda anche le modalità di relazione tra le persone e di utilizzo degli spazi. L’alternanza tra ambienti più aperti e collettivi e altri più raccolti e riservati permette di articolare il luogo di lavoro secondo diversi gradi di interazione, privacy e concentrazione.
All’interno di questa varietà, la differenziazione riguarda anche le modalità di relazione tra le persone e di utilizzo degli spazi. L’alternanza tra ambienti più aperti e collettivi e altri più raccolti e riservati permette di articolare il luogo di lavoro secondo diversi gradi di interazione, privacy e concentrazione.
All’interno di questa varietà, la differenziazione riguarda anche le modalità di relazione tra le persone e di utilizzo degli spazi. L’alternanza tra ambienti più aperti e collettivi e altri più raccolti e riservati permette di articolare il luogo di lavoro secondo diversi gradi di interazione, privacy e concentrazione.
All’interno di questa varietà, la differenziazione riguarda anche le modalità di relazione tra le persone e di utilizzo degli spazi. L’alternanza tra ambienti più aperti e collettivi e altri più raccolti e riservati permette di articolare il luogo di lavoro secondo diversi gradi di interazione, privacy e concentrazione.












































11
piani
685 mq
superficie terrazzi
11
piani
685 mq
superficie terrazzi
11
piani
685 mq
superficie terrazzi

















Lobby, showroom e aree break si alternano a reception, phone booth e sale riunioni, creando una successione di situazioni che favoriscono tanto lo scambio e la collaborazione quanto momenti di lavoro individuale e maggiore riservatezza. Se al piano terra il progetto costruisce una relazione tra l’edificio e la città, ai piani superiori la stessa logica di apertura e differenziazione viene trasferita all’interno della dimensione lavorativa: non una separazione rigida tra funzioni, ma un sistema di spazi capaci di accogliere diverse forme di relazione, di collaborazione e di concentrazione.
Lobby, showroom e aree break si alternano a reception, phone booth e sale riunioni, creando una successione di situazioni che favoriscono tanto lo scambio e la collaborazione quanto momenti di lavoro individuale e maggiore riservatezza. Se al piano terra il progetto costruisce una relazione tra l’edificio e la città, ai piani superiori la stessa logica di apertura e differenziazione viene trasferita all’interno della dimensione lavorativa: non una separazione rigida tra funzioni, ma un sistema di spazi capaci di accogliere diverse forme di relazione, di collaborazione e di concentrazione.
Lobby, showroom e aree break si alternano a reception, phone booth e sale riunioni, creando una successione di situazioni che favoriscono tanto lo scambio e la collaborazione quanto momenti di lavoro individuale e maggiore riservatezza. Se al piano terra il progetto costruisce una relazione tra l’edificio e la città, ai piani superiori la stessa logica di apertura e differenziazione viene trasferita all’interno della dimensione lavorativa: non una separazione rigida tra funzioni, ma un sistema di spazi capaci di accogliere diverse forme di relazione, di collaborazione e di concentrazione.
Lobby, showroom e aree break si alternano a reception, phone booth e sale riunioni, creando una successione di situazioni che favoriscono tanto lo scambio e la collaborazione quanto momenti di lavoro individuale e maggiore riservatezza. Se al piano terra il progetto costruisce una relazione tra l’edificio e la città, ai piani superiori la stessa logica di apertura e differenziazione viene trasferita all’interno della dimensione lavorativa: non una separazione rigida tra funzioni, ma un sistema di spazi capaci di accogliere diverse forme di relazione, di collaborazione e di concentrazione.
Lobby, showroom e aree break si alternano a reception, phone booth e sale riunioni, creando una successione di situazioni che favoriscono tanto lo scambio e la collaborazione quanto momenti di lavoro individuale e maggiore riservatezza. Se al piano terra il progetto costruisce una relazione tra l’edificio e la città, ai piani superiori la stessa logica di apertura e differenziazione viene trasferita all’interno della dimensione lavorativa: non una separazione rigida tra funzioni, ma un sistema di spazi capaci di accogliere diverse forme di relazione, di collaborazione e di concentrazione.
Lobby, showroom e aree break si alternano a reception, phone booth e sale riunioni, creando una successione di situazioni che favoriscono tanto lo scambio e la collaborazione quanto momenti di lavoro individuale e maggiore riservatezza. Se al piano terra il progetto costruisce una relazione tra l’edificio e la città, ai piani superiori la stessa logica di apertura e differenziazione viene trasferita all’interno della dimensione lavorativa: non una separazione rigida tra funzioni, ma un sistema di spazi capaci di accogliere diverse forme di relazione, di collaborazione e di concentrazione.
























































1 pianta
ogni 2 persone
113
arredi fissi a disegno
1 pianta
ogni 2 persone
113
arredi fissi a disegno
1 pianta
ogni 2 persone
113
arredi fissi a disegno









































































































Crediti fotografici Alberto Strada, Serena Eller Vainicher