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Nessuno sa perché, e nemmeno quando…
ma la nuova architettura del Maestoso,
nel frattempo,
comincia ad accumulare e custodire,
con pazienza e fiducia,
le tracce del tempo e la memoria dei suoi abitanti.

Questo progetto nasce da una riflessione sul modo in cui l’architettura può essere vissuta, più che semplicemente descritta. L’intenzione non era “mostrare” un intervento architettonico in senso illustrativo, ma farlo emergere attraverso il tempo, i gesti, le attese e le relazioni che lo attraversano.
Abbiamo scelto il linguaggio cinematografico per superare una rappresentazione convenzionale e didascalica dello spazio. L’architettura, infatti, non è per noi un oggetto statico, ma un organismo che prende forma nei corpi che la abitano, nei movimenti che la percorrono, nei silenzi che la riempiono. Vive nelle relazioni che rende possibili.
La domanda che ha guidato il lavoro è stata semplice: può un film restituire non solo come un luogo è stato progettato, ma cosa diventa nell’esperienza quotidiana di chi lo attraversa? Ogni scena è costruita in dialogo con un ambiente specifico dell’edificio, senza che la narrazione venga mai subordinata alla funzione dimostrativa. Come nella città reale, il senso affiora progressivamente: attraverso dettagli, potenzialità inespresse, incontri mancati e possibilità sospese.

All’interno dell’Ex Cinema Maestoso, oggi riconvertito in palestra, Sang, quarant’anni, personal trainer ed ex ginnasta di buon livello, incrocia ogni giorno lo sguardo di Nora, una donna della sua età che parcheggia la bicicletta davanti all’edificio prima di andare al lavoro. Non si conoscono, non si sono mai parlati, ma tra loro nasce una silenziosa complicità fatta di attese, piccoli gesti e sguardi rubati oltre le vetrate e le cancellate.

Sang la osserva durante le pause tra un allenamento e l’altro, la cerca tra le biciclette in strada, si sottrae per gioco alla voce insistente di un collega. Anche Nora sembra accorgersi di lui: rallenta, alza lo sguardo verso le finestre, accenna un sorriso. Il loro rapporto resta sospeso in questa distanza, alimentato dalla ripetizione delle abitudini quotidiane. Potrebbero facilmente rivolgersi la parola ma farlo significherebbe forse incrinare equilibri già stabiliti, mettere in discussione le vite che conducono. Così restano in bilico in una distanza abitata solo dagli sguardi, in un limbo di felicità possibile che non trovano il coraggio di attraversare, ma a cui non riescono nemmeno a rinunciare.
Una sera di pioggia, all’uscita dalla palestra, si ritrovano finalmente fianco a fianco sotto la tettoia dell’ingresso. Il contatto è minimo, quasi accidentale. Nessuno dei due trova le parole per rompere il silenzio. Quando la pioggia diminuisce e la folla si dirada, Nora monta in bicicletta e si allontana. Prima di scomparire, si volta un’ultima volta verso di lui.

Tommaso landucci

Diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Tommaso Landucci (Lucca, 1989) inizia a lavorare come assistente alla regia nel 2012, legandosi al regista Claudio Giovannesi durante le riprese del film Alì ha gli occhi azzurri e a Luca Guadagnino per A Bigger Splash. In questa occasione incontra il regista premio Oscar James Ivory che diventa mentore e produttore esecutivo del suo primo lungometraggio di finzione, intitolato I Levitanti, in fase di finanziamento.

Ha poi diretto il documentario Caveman, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2021 (Giornate degli Autori). Attualmente sta sviluppando due lavori: Re di Venere, scritto con la romanziera Michela Murgia, e I figli della scimmia, finalista del Premio Solinas 2021.

presentano

De Amicis Architetti
Lungta film

Prodotto da

Maurizio Piazza
Andrea Calbucci

Per

Lungta Film

Direttore della
fotografia

Guido Michelotti

Un film di

Tommaso
Landucci

Produtorri esecutivi

Davide Signorelli
Marco Malfi Chindemi

Per

Rosso Film

Montaggio

Andrea Maguolo

Con

Alessio Liu
Emilia Verginelli

Produttore
creativo

Rossella Destefani


suono

Duccio Servi

Soggetto

Giacomo De Amicis

Sceneggiatura

De Amicis Architetti
Tommaso Landucci


Assistente creativo

Lavinia Garatti

presentano

De Amicis Architetti
Lungta film

Con

Alessio Liu
Emilia Verginelli

Prodotto da

Maurizio Piazza
Andrea Calbucci

Per

Lungta Film

Produttore creativo

Rossella Destefani

Direttore della fotografia

Guido Michelotti

Suono

Duccio Servi

Un film di

Tommaso
Landucci

Soggetto

Giacomo De Amicis

Produtori esecutivi

Davide Signorelli
Marco Malfi Chindemi

Per

Rosso Film

Sceneggiatura

De Amicis Architetti
Tommaso Landucci

Montaggio

Andrea Maguolo

Assistente creativo

Lavinia Garatti

Tutti i giorni di pioggia è un cortometraggio ambientato nel complesso dell’Ex Cinema Maestoso di Milano e nelle aree urbane circostanti, esito di un processo di riqualificazione che abbiamo curato nel 2022.

Nato come Cinema Italia e, infine, Maestoso nel 1975, l’edificio è stato gestito da Italcine,
che ne ha preservato il valore e l’identità nel tempo.

Grazie G.G.

Nato come Cinema Italia e, infine, Maestoso nel 1975,
l’edificio è stato gestito da Italcine, che ne ha preservato
il valore e l’identità nel tempo.

Grazie G.G.

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