Nella vita professionale ci sono momenti in cui la ricerca si trasforma naturalmente in testi e pubblicazioni. In altri casi, invece, il pensiero progettuale – o il progettare pensando – accompagna ogni giorno il lavoro, diffondendosi nelle pieghe di ogni progetto, senza però trovare la forza o il tempo per sedimentarsi in forme compiute e trasmissibili. Se si vuole vederlo, questo pensiero emerge comunque: nella partecipazione al dibattito disciplinare, si percepisce nei progetti e nelle opere realizzate, ma rimane difficile da raccontare con chiarezza. Il senso di questa collana nasce proprio da qui: ricostruire e valorizzare quella componente riflessiva, spesso implicita, che informa il lavoro quotidiano.
Nella vita professionale ci sono momenti in cui la ricerca si trasforma naturalmente in testi e pubblicazioni. In altri casi, invece, il pensiero progettuale – o il progettare pensando – accompagna ogni giorno il lavoro, diffondendosi nelle pieghe di ogni progetto, senza però trovare la forza o il tempo per sedimentarsi in forme compiute e trasmissibili. Se si vuole vederlo, questo pensiero emerge comunque: nella partecipazione al dibattito disciplinare, si percepisce nei progetti e nelle opere realizzate, ma rimane difficile da raccontare con chiarezza. Il senso di questa collana nasce proprio da qui: ricostruire e valorizzare quella componente riflessiva, spesso implicita, che informa il lavoro quotidiano.
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Nella vita professionale ci sono momenti in cui la ricerca si trasforma naturalmente in testi e pubblicazioni. In altri casi, invece, il pensiero progettuale – o il progettare pensando – accompagna ogni giorno il lavoro, diffondendosi nelle pieghe di ogni progetto, senza però trovare la forza o il tempo per sedimentarsi in forme compiute e trasmissibili. Se si vuole vederlo, questo pensiero emerge comunque: nella partecipazione al dibattito disciplinare, si percepisce nei progetti e nelle opere realizzate, ma rimane difficile da raccontare con chiarezza. Il senso di questa collana nasce proprio da qui: ricostruire e valorizzare quella componente riflessiva, spesso implicita, che informa il lavoro quotidiano.
Nella vita professionale ci sono momenti in cui la ricerca si trasforma naturalmente in testi e pubblicazioni. In altri casi, invece, il pensiero progettuale – o il progettare pensando – accompagna ogni giorno il lavoro, diffondendosi nelle pieghe di ogni progetto, senza però trovare la forza o il tempo per sedimentarsi in forme compiute e trasmissibili. Se si vuole vederlo, questo pensiero emerge comunque: nella partecipazione al dibattito disciplinare, si percepisce nei progetti e nelle opere realizzate, ma rimane difficile da raccontare con chiarezza. Il senso di questa collana nasce proprio da qui: ricostruire e valorizzare quella componente riflessiva, spesso implicita, che informa il lavoro quotidiano.
In Italia disponiamo di un vasto patrimonio di centri sportivi, molti dei quali versano in un avanzato stato di obsolescenza. Grazie alla loro posizione all’interno del tessuto urbano e alla disponibilità di spazi, questi complessi rappresentano una risorsa strategica per i processi di rigenerazione urbana. Oltre a richiedere interventi di riqualificazione fisica ed energetica, offrono l'opportunità di ripensarne il ruolo all'interno della città contemporanea, ampliandone le funzioni e rafforzandone il rapporto con il quartiere. In questa prospettiva, il patrimonio sportivo esistente può diventare un'infrastruttura di prossimità capace di ospitare servizi, attività culturali, spazi di aggregazione e funzioni collettive, contribuendo alla costruzione di nuove centralità urbane. La ricerca analizza il sistema dei centri sportivi di Milano per individuare strategie di trasformazione replicabili, orientate a una maggiore integrazione tra sport, servizi e vita di comunità.
In Italia disponiamo di un vasto patrimonio di centri sportivi, molti dei quali versano in un avanzato stato di obsolescenza. Grazie alla loro posizione all’interno del tessuto urbano e alla disponibilità di spazi, questi complessi rappresentano una risorsa strategica per i processi di rigenerazione urbana. Oltre a richiedere interventi di riqualificazione fisica ed energetica, offrono l'opportunità di ripensarne il ruolo all'interno della città contemporanea, ampliandone le funzioni e rafforzandone il rapporto con il quartiere. In questa prospettiva, il patrimonio sportivo esistente può diventare un'infrastruttura di prossimità capace di ospitare servizi, attività culturali, spazi di aggregazione e funzioni collettive, contribuendo alla costruzione di nuove centralità urbane. La ricerca analizza il sistema dei centri sportivi di Milano per individuare strategie di trasformazione replicabili, orientate a una maggiore integrazione tra sport, servizi e vita di comunità.
In Italia disponiamo di un vasto patrimonio di centri sportivi, molti dei quali versano in un avanzato stato di obsolescenza. Grazie alla loro posizione all’interno del tessuto urbano e alla disponibilità di spazi, questi complessi rappresentano una risorsa strategica per i processi di rigenerazione urbana. Oltre a richiedere interventi di riqualificazione fisica ed energetica, offrono l'opportunità di ripensarne il ruolo all'interno della città contemporanea, ampliandone le funzioni e rafforzandone il rapporto con il quartiere. In questa prospettiva, il patrimonio sportivo esistente può diventare un'infrastruttura di prossimità capace di ospitare servizi, attività culturali, spazi di aggregazione e funzioni collettive, contribuendo alla costruzione di nuove centralità urbane. La ricerca analizza il sistema dei centri sportivi di Milano per individuare strategie di trasformazione replicabili, orientate a una maggiore integrazione tra sport, servizi e vita di comunità.
In Italia disponiamo di un vasto patrimonio di centri sportivi, molti dei quali versano in un avanzato stato di obsolescenza. Grazie alla loro posizione all’interno del tessuto urbano e alla disponibilità di spazi, questi complessi rappresentano una risorsa strategica per i processi di rigenerazione urbana. Oltre a richiedere interventi di riqualificazione fisica ed energetica, offrono l'opportunità di ripensarne il ruolo all'interno della città contemporanea, ampliandone le funzioni e rafforzandone il rapporto con il quartiere. In questa prospettiva, il patrimonio sportivo esistente può diventare un'infrastruttura di prossimità capace di ospitare servizi, attività culturali, spazi di aggregazione e funzioni collettive, contribuendo alla costruzione di nuove centralità urbane. La ricerca analizza il sistema dei centri sportivi di Milano per individuare strategie di trasformazione replicabili, orientate a una maggiore integrazione tra sport, servizi e vita di comunità.
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In Italia disponiamo di un vasto patrimonio di centri sportivi, molti dei quali versano in un avanzato stato di obsolescenza. Grazie alla loro posizione all’interno del tessuto urbano e alla disponibilità di spazi, questi complessi rappresentano una risorsa strategica per i processi di rigenerazione urbana. Oltre a richiedere interventi di riqualificazione fisica ed energetica, offrono l'opportunità di ripensarne il ruolo all'interno della città contemporanea, ampliandone le funzioni e rafforzandone il rapporto con il quartiere. In questa prospettiva, il patrimonio sportivo esistente può diventare un'infrastruttura di prossimità capace di ospitare servizi, attività culturali, spazi di aggregazione e funzioni collettive, contribuendo alla costruzione di nuove centralità urbane. La ricerca analizza il sistema dei centri sportivi di Milano per individuare strategie di trasformazione replicabili, orientate a una maggiore integrazione tra sport, servizi e vita di comunità.
L’obiettivo è delineare un percorso di trasformazione che favorisca l’evoluzione del centro sportivo in un community center: uno spazio multifunzionale, inclusivo e sostenibile, capace di integrare attività sportive, servizi di quartiere e funzioni collettive, promuovendo socialità, benessere e coesione territoriale.
L’obiettivo è delineare un percorso di trasformazione che favorisca l’evoluzione del centro sportivo in un community center: uno spazio multifunzionale, inclusivo e sostenibile, capace di integrare attività sportive, servizi di quartiere e funzioni collettive, promuovendo socialità, benessere e coesione territoriale.
L’obiettivo è delineare un percorso di trasformazione che favorisca l’evoluzione del centro sportivo in un community center: uno spazio multifunzionale, inclusivo e sostenibile, capace di integrare attività sportive, servizi di quartiere e funzioni collettive, promuovendo socialità, benessere e coesione territoriale.
L’obiettivo è delineare un percorso di trasformazione che favorisca l’evoluzione del centro sportivo in un community center: uno spazio multifunzionale, inclusivo e sostenibile, capace di integrare attività sportive, servizi di quartiere e funzioni collettive, promuovendo socialità, benessere e coesione territoriale.
L’obiettivo è delineare un percorso di trasformazione che favorisca l’evoluzione del centro sportivo in un community center: uno spazio multifunzionale, inclusivo e sostenibile, capace di integrare attività sportive, servizi di quartiere e funzioni collettive, promuovendo socialità, benessere e coesione territoriale.
L’obiettivo è delineare un percorso di trasformazione che favorisca l’evoluzione del centro sportivo in un community center: uno spazio multifunzionale, inclusivo e sostenibile, capace di integrare attività sportive, servizi di quartiere e funzioni collettive, promuovendo socialità, benessere e coesione territoriale.

















Per raggiungere un simile obiettivo, è necessario ripensare radicalmente la natura stessa di questi centri. Occorre, innanzitutto, ampliare la gamma delle attività proposte, integrando funzioni diversificate in grado di attrarre un pubblico eterogeneo. Parallelamente, è indispensabile rivedere i modelli economici e gestionali, individuando soluzioni sostenibili che consentano di autofinanziare, almeno in parte, i nuovi investimenti – pubblici o privati – necessari alla loro trasformazione.
Per raggiungere un simile obiettivo, è necessario ripensare radicalmente la natura stessa di questi centri. Occorre, innanzitutto, ampliare la gamma delle attività proposte, integrando funzioni diversificate in grado di attrarre un pubblico eterogeneo. Parallelamente, è indispensabile rivedere i modelli economici e gestionali, individuando soluzioni sostenibili che consentano di autofinanziare, almeno in parte, i nuovi investimenti – pubblici o privati – necessari alla loro trasformazione.
Per raggiungere un simile obiettivo, è necessario ripensare radicalmente la natura stessa di questi centri. Occorre, innanzitutto, ampliare la gamma delle attività proposte, integrando funzioni diversificate in grado di attrarre un pubblico eterogeneo. Parallelamente, è indispensabile rivedere i modelli economici e gestionali, individuando soluzioni sostenibili che consentano di autofinanziare, almeno in parte, i nuovi investimenti – pubblici o privati – necessari alla loro trasformazione.
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Per raggiungere un simile obiettivo, è necessario ripensare radicalmente la natura stessa di questi centri. Occorre, innanzitutto, ampliare la gamma delle attività proposte, integrando funzioni diversificate in grado di attrarre un pubblico eterogeneo. Parallelamente, è indispensabile rivedere i modelli economici e gestionali, individuando soluzioni sostenibili che consentano di autofinanziare, almeno in parte, i nuovi investimenti – pubblici o privati – necessari alla loro trasformazione.
Il volume intreccia analisi teoriche e pratica architettonica, esplorando i centri sportivi di Milano come luoghi capaci di trasformarsi da semplici strutture a spazi multifunzionali e comunitari. Attraverso dati, contesto normativo, strategie di rigenerazione urbana e casi concreti, il libro offre una visione complessiva delle opportunità di sviluppo sostenibile dei centri sportivi, suggerendo approcci replicabili e condivisibili per reinventare questi spazi a beneficio della città e delle comunità locali.
Il volume intreccia analisi teoriche e pratica architettonica, esplorando i centri sportivi di Milano come luoghi capaci di trasformarsi da semplici strutture a spazi multifunzionali e comunitari. Attraverso dati, contesto normativo, strategie di rigenerazione urbana e casi concreti, il libro offre una visione complessiva delle opportunità di sviluppo sostenibile dei centri sportivi, suggerendo approcci replicabili e condivisibili per reinventare questi spazi a beneficio della città e delle comunità locali.
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Il volume intreccia analisi teoriche e pratica architettonica, esplorando i centri sportivi di Milano come luoghi capaci di trasformarsi da semplici strutture a spazi multifunzionali e comunitari. Attraverso dati, contesto normativo, strategie di rigenerazione urbana e casi concreti, il libro offre una visione complessiva delle opportunità di sviluppo sostenibile dei centri sportivi, suggerendo approcci replicabili e condivisibili per reinventare questi spazi a beneficio della città e delle comunità locali.



























Curatela De Amicis Architetti con Giacomo De Amicis, Rossella Destefani e Lavinia Garatti
Coordinamento editoriale Lavinia Garatti
Concept creativo e graphic design Saganaki Agency
Apparati e ricerca iconografica Matteo Da Lisca, Cecilia Bandera
Stampato da Officina Tipografica Bodrato
Prima edizione Ottobre 2025