
















I di IV
I di IV
I di IV
Microcosmi di edilizia popolare del centro storico milanese, le cosiddette case di ringhiera sono da tempo interessate da riconversioni radicali sia a livello dell’intero fabbricato sia dei piccoli appartamenti che le compongono. La ristrutturazione di una tipica unità abitativa di circa 50 mq, che invece non aveva subito nel corso degli anni particolari rimaneggiamenti interni e conservava dunque l’impianto originario, ha stimolato una riflessione generale sull’articolazione di spazi minimi in un involucro consolidato. Allo scopo di mantenere la ricchezza identitaria del contenitore, la configurazione planimetrica è stata mantenuta nella sua vocazione tipologica: gli ambienti di servizio, ingresso e cucina, attraverso il ballatoio, si rivolgono alla vita comune della corte, mentre gli spazi personali e di rappresentanza dialogano con la città e le antiche rovine romane su cui si affacciano. Questo doppio registro è accentuato dalla tessitura della pavimentazione in marmo striato olimpico e rovere naturale: la matrice geometrica mantiene in connessione le due anime della casa, mentre la scala inusuale della posa dilata gli spazi. Le soglie in ferro calamina tra gli ambienti, infine, accompagnano le strutture portanti preesistenti e riquadrano i pavimenti, enfatizzando così la concatenazione degli ambienti. Per rievocare ulteriormente la memoria storica della preesistenza, sono state riportate alla luce dove possibile le travi a soffitto, restaurate attraverso una semplice sabbiatura, e sono stati ricollocati in posizioni diverse le porte e gli stipiti originali. Gli arredi su misura, pur configurandosi essi stessi come piccole architetture autonome, instaurano un dialogo esplicito con l’architettura dell’involucro: così la madia in ottone e legno cannettato incorpora i gradini di collegamento con la scala sovrastante in ferro calamina e bracci in ottone satinato, l’armadio in camera da letto rispecchia attraverso un’apertura in vetro cannettato la finestra sul lato opposto, la cucina in acciaio e legno di rovere, articolandosi su particolari modanature a disegno, diventa un fuoco percettivo dall’ingresso, e infine gli apparecchi illuminanti a sospensione, tutti con forte valore ornamentale, entrano in risonanza con gli altri oggetti presenti.
Microcosmi di edilizia popolare del centro storico milanese, le cosiddette case di ringhiera sono da tempo interessate da riconversioni radicali sia a livello dell’intero fabbricato sia dei piccoli appartamenti che le compongono. La ristrutturazione di una tipica unità abitativa di circa 50 mq, che invece non aveva subito nel corso degli anni particolari rimaneggiamenti interni e conservava dunque l’impianto originario, ha stimolato una riflessione generale sull’articolazione di spazi minimi in un involucro consolidato. Allo scopo di mantenere la ricchezza identitaria del contenitore, la configurazione planimetrica è stata mantenuta nella sua vocazione tipologica: gli ambienti di servizio, ingresso e cucina, attraverso il ballatoio, si rivolgono alla vita comune della corte, mentre gli spazi personali e di rappresentanza dialogano con la città e le antiche rovine romane su cui si affacciano. Questo doppio registro è accentuato dalla tessitura della pavimentazione in marmo striato olimpico e rovere naturale: la matrice geometrica mantiene in connessione le due anime della casa, mentre la scala inusuale della posa dilata gli spazi. Le soglie in ferro calamina tra gli ambienti, infine, accompagnano le strutture portanti preesistenti e riquadrano i pavimenti, enfatizzando così la concatenazione degli ambienti. Per rievocare ulteriormente la memoria storica della preesistenza, sono state riportate alla luce dove possibile le travi a soffitto, restaurate attraverso una semplice sabbiatura, e sono stati ricollocati in posizioni diverse le porte e gli stipiti originali. Gli arredi su misura, pur configurandosi essi stessi come piccole architetture autonome, instaurano un dialogo esplicito con l’architettura dell’involucro: così la madia in ottone e legno cannettato incorpora i gradini di collegamento con la scala sovrastante in ferro calamina e bracci in ottone satinato, l’armadio in camera da letto rispecchia attraverso un’apertura in vetro cannettato la finestra sul lato opposto, la cucina in acciaio e legno di rovere, articolandosi su particolari modanature a disegno, diventa un fuoco percettivo dall’ingresso, e infine gli apparecchi illuminanti a sospensione, tutti con forte valore ornamentale, entrano in risonanza con gli altri oggetti presenti.
Microcosmi di edilizia popolare del centro storico milanese, le cosiddette case di ringhiera sono da tempo interessate da riconversioni radicali sia a livello dell’intero fabbricato sia dei piccoli appartamenti che le compongono. La ristrutturazione di una tipica unità abitativa di circa 50 mq, che invece non aveva subito nel corso degli anni particolari rimaneggiamenti interni e conservava dunque l’impianto originario, ha stimolato una riflessione generale sull’articolazione di spazi minimi in un involucro consolidato. Allo scopo di mantenere la ricchezza identitaria del contenitore, la configurazione planimetrica è stata mantenuta nella sua vocazione tipologica: gli ambienti di servizio, ingresso e cucina, attraverso il ballatoio, si rivolgono alla vita comune della corte, mentre gli spazi personali e di rappresentanza dialogano con la città e le antiche rovine romane su cui si affacciano. Questo doppio registro è accentuato dalla tessitura della pavimentazione in marmo striato olimpico e rovere naturale: la matrice geometrica mantiene in connessione le due anime della casa, mentre la scala inusuale della posa dilata gli spazi. Le soglie in ferro calamina tra gli ambienti, infine, accompagnano le strutture portanti preesistenti e riquadrano i pavimenti, enfatizzando così la concatenazione degli ambienti. Per rievocare ulteriormente la memoria storica della preesistenza, sono state riportate alla luce dove possibile le travi a soffitto, restaurate attraverso una semplice sabbiatura, e sono stati ricollocati in posizioni diverse le porte e gli stipiti originali. Gli arredi su misura, pur configurandosi essi stessi come piccole architetture autonome, instaurano un dialogo esplicito con l’architettura dell’involucro: così la madia in ottone e legno cannettato incorpora i gradini di collegamento con la scala sovrastante in ferro calamina e bracci in ottone satinato, l’armadio in camera da letto rispecchia attraverso un’apertura in vetro cannettato la finestra sul lato opposto, la cucina in acciaio e legno di rovere, articolandosi su particolari modanature a disegno, diventa un fuoco percettivo dall’ingresso, e infine gli apparecchi illuminanti a sospensione, tutti con forte valore ornamentale, entrano in risonanza con gli altri oggetti presenti.
Microcosmi di edilizia popolare del centro storico milanese, le cosiddette case di ringhiera sono da tempo interessate da riconversioni radicali sia a livello dell’intero fabbricato sia dei piccoli appartamenti che le compongono. La ristrutturazione di una tipica unità abitativa di circa 50 mq, che invece non aveva subito nel corso degli anni particolari rimaneggiamenti interni e conservava dunque l’impianto originario, ha stimolato una riflessione generale sull’articolazione di spazi minimi in un involucro consolidato. Allo scopo di mantenere la ricchezza identitaria del contenitore, la configurazione planimetrica è stata mantenuta nella sua vocazione tipologica: gli ambienti di servizio, ingresso e cucina, attraverso il ballatoio, si rivolgono alla vita comune della corte, mentre gli spazi personali e di rappresentanza dialogano con la città e le antiche rovine romane su cui si affacciano. Questo doppio registro è accentuato dalla tessitura della pavimentazione in marmo striato olimpico e rovere naturale: la matrice geometrica mantiene in connessione le due anime della casa, mentre la scala inusuale della posa dilata gli spazi. Le soglie in ferro calamina tra gli ambienti, infine, accompagnano le strutture portanti preesistenti e riquadrano i pavimenti, enfatizzando così la concatenazione degli ambienti. Per rievocare ulteriormente la memoria storica della preesistenza, sono state riportate alla luce dove possibile le travi a soffitto, restaurate attraverso una semplice sabbiatura, e sono stati ricollocati in posizioni diverse le porte e gli stipiti originali. Gli arredi su misura, pur configurandosi essi stessi come piccole architetture autonome, instaurano un dialogo esplicito con l’architettura dell’involucro: così la madia in ottone e legno cannettato incorpora i gradini di collegamento con la scala sovrastante in ferro calamina e bracci in ottone satinato, l’armadio in camera da letto rispecchia attraverso un’apertura in vetro cannettato la finestra sul lato opposto, la cucina in acciaio e legno di rovere, articolandosi su particolari modanature a disegno, diventa un fuoco percettivo dall’ingresso, e infine gli apparecchi illuminanti a sospensione, tutti con forte valore ornamentale, entrano in risonanza con gli altri oggetti presenti.
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È in questa articolazione polifonica degli elementi e nell’equilibrio tra manufatto artigianale e architettonico che risiede lo spirito dell’intervento progettuale.
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Luogo
Milano
Committente
privato
Durata
2019 - 2020
Superficie costruita
60 mq
Luogo
Milano
Committente
privato
Durata
2019 - 2020
Superficie costruita
60 mq
Luogo
Milano
Committente
privato
Durata
2019 - 2020
Superficie costruita
60 mq



















































































II di IV
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III di IV
III di IV
III di IV
L'appartamento originario presentava una pianta di impostazione classica, con un corridoio centrale che separava le stanze laterali. L'ambiente è stato svuotato e ridotto ai soli pilastri, grazie ad un'importante demolizione che ha permesso di ridefinire gli spazi in modo innovativo. Questo intervento ha permesso di realizzare un ampio soggiorno che si sviluppa lungo tutta la lunghezza dell’appartamento, caratterizzato da muri curvi e da grandi finestre che si affacciano sul terrazzo, favorendo un continuo scambio visivo tra gli spazi interni e l’esterno. Ogni arredo è su misura, e ogni scelta è stata studiata con attenzione per ottimizzare la funzionalità e garantire il massimo comfort, mantenendo al contempo un equilibrio estetico e una fluida connessione tra le diverse aree della casa. All’ingresso, un piccolo spazio anticipa le intenzioni del progetto: pareti curve, una cupola sul soffitto e pareti in arredo che si trasformano in passaggi segreti verso le stanze di servizio. Il salone conserva i pilastri originali, mantenuti per motivi strutturali, ma trasformati in sculture che conferiscono un carattere distintivo all’ambiente. La cucina, disposta trasversalmente rispetto all'asse longitudinale dell'appartamento, beneficia di un doppio affaccio e di una disposizione che ottimizza gli spazi, creando continuità con il soggiorno e migliorando l'interazione con la zona giorno.
L'appartamento originario presentava una pianta di impostazione classica, con un corridoio centrale che separava le stanze laterali. L'ambiente è stato svuotato e ridotto ai soli pilastri, grazie ad un'importante demolizione che ha permesso di ridefinire gli spazi in modo innovativo. Questo intervento ha permesso di realizzare un ampio soggiorno che si sviluppa lungo tutta la lunghezza dell’appartamento, caratterizzato da muri curvi e da grandi finestre che si affacciano sul terrazzo, favorendo un continuo scambio visivo tra gli spazi interni e l’esterno. Ogni arredo è su misura, e ogni scelta è stata studiata con attenzione per ottimizzare la funzionalità e garantire il massimo comfort, mantenendo al contempo un equilibrio estetico e una fluida connessione tra le diverse aree della casa. All’ingresso, un piccolo spazio anticipa le intenzioni del progetto: pareti curve, una cupola sul soffitto e pareti in arredo che si trasformano in passaggi segreti verso le stanze di servizio. Il salone conserva i pilastri originali, mantenuti per motivi strutturali, ma trasformati in sculture che conferiscono un carattere distintivo all’ambiente. La cucina, disposta trasversalmente rispetto all'asse longitudinale dell'appartamento, beneficia di un doppio affaccio e di una disposizione che ottimizza gli spazi, creando continuità con il soggiorno e migliorando l'interazione con la zona giorno.
L'appartamento originario presentava una pianta di impostazione classica, con un corridoio centrale che separava le stanze laterali. L'ambiente è stato svuotato e ridotto ai soli pilastri, grazie ad un'importante demolizione che ha permesso di ridefinire gli spazi in modo innovativo. Questo intervento ha permesso di realizzare un ampio soggiorno che si sviluppa lungo tutta la lunghezza dell’appartamento, caratterizzato da muri curvi e da grandi finestre che si affacciano sul terrazzo, favorendo un continuo scambio visivo tra gli spazi interni e l’esterno. Ogni arredo è su misura, e ogni scelta è stata studiata con attenzione per ottimizzare la funzionalità e garantire il massimo comfort, mantenendo al contempo un equilibrio estetico e una fluida connessione tra le diverse aree della casa. All’ingresso, un piccolo spazio anticipa le intenzioni del progetto: pareti curve, una cupola sul soffitto e pareti in arredo che si trasformano in passaggi segreti verso le stanze di servizio. Il salone conserva i pilastri originali, mantenuti per motivi strutturali, ma trasformati in sculture che conferiscono un carattere distintivo all’ambiente. La cucina, disposta trasversalmente rispetto all'asse longitudinale dell'appartamento, beneficia di un doppio affaccio e di una disposizione che ottimizza gli spazi, creando continuità con il soggiorno e migliorando l'interazione con la zona giorno.
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Il progetto ha richiesto uno studio accurato di materiali e geometrie con l’obiettivo di realizzare un ambiente che rispecchiasse le richieste del committente.
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Dettagli stilistici e personali, tra cui riferimenti alla tradizione giapponese, sono visibili in vari punti, come nelle boiserie di una delle camere, concepite per ospitare un letto futon, e nei rivestimenti in carta di riso di alcuni arredi.
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Luogo
Milano
Committente
Privato
Superficie
160mq
Durata lavori
2023-2024
Luogo
Milano
Committente
Privato
Superficie
160mq
Durata lavori
2023-2024
Luogo
Milano
Committente
Privato
Superficie
160mq
Durata lavori
2023-2024



























Per i materiali, il pavimento è stato realizzato su misura con parquet dal disegno geometrico, mentre nei bagni sono stati scelti diversi tipi di travertino, tra cui rosso, giallo, nero marquina, bianco palissandro e verde Guatemala, disposti come un mosaico.
Per i materiali, il pavimento è stato realizzato su misura con parquet dal disegno geometrico, mentre nei bagni sono stati scelti diversi tipi di travertino, tra cui rosso, giallo, nero marquina, bianco palissandro e verde Guatemala, disposti come un mosaico.
Per i materiali, il pavimento è stato realizzato su misura con parquet dal disegno geometrico, mentre nei bagni sono stati scelti diversi tipi di travertino, tra cui rosso, giallo, nero marquina, bianco palissandro e verde Guatemala, disposti come un mosaico.
Per i materiali, il pavimento è stato realizzato su misura con parquet dal disegno geometrico, mentre nei bagni sono stati scelti diversi tipi di travertino, tra cui rosso, giallo, nero marquina, bianco palissandro e verde Guatemala, disposti come un mosaico.
Per i materiali, il pavimento è stato realizzato su misura con parquet dal disegno geometrico, mentre nei bagni sono stati scelti diversi tipi di travertino, tra cui rosso, giallo, nero marquina, bianco palissandro e verde Guatemala, disposti come un mosaico.
Per i materiali, il pavimento è stato realizzato su misura con parquet dal disegno geometrico, mentre nei bagni sono stati scelti diversi tipi di travertino, tra cui rosso, giallo, nero marquina, bianco palissandro e verde Guatemala, disposti come un mosaico.
























































IV di IV
IV di IV
IV di IV
L’appartamento dalla forma allungata con una quadrupla esposizione è frutto del frazionamento di un alloggio più grande. Il primo passo è consistito nella demolizione di tutte le pareti interne nell’ottica di una ricomposizione libera resa possibile dall’assenza di una struttura portante intermedia. Nella rilettura dell'organizzazione interna si è individuato un grande ambiente centrale che contenesse soggiorno e cucina e che fungesse da snodo, raccogliendo le distribuzioni agli altri ambienti. L' intenzione è stata quella di prediligere uno spazio ampio e aperto per la zona giorno che sfruttasse la luminosità della tripla esposizione condensando il maggior numero di finestre possibile in uno stesso ambiente. Nell’ottica di una ricomposizione delle geometrie libere della pianta si è utilizzato un pavimento in seminato alla veneziana sui toni del bianco che, privo di un disegno suo proprio, fa un tutt’uno con le pareti bianche verticali e incornicia un tappeto di parquet in rovere per lo spazio principale. Anche per bagni e cucina sono stati scelti materiali pregiati quali marmo, ottone e legno lavorati con texturizzazioni dal disegno contemporaneo.
L’appartamento dalla forma allungata con una quadrupla esposizione è frutto del frazionamento di un alloggio più grande. Il primo passo è consistito nella demolizione di tutte le pareti interne nell’ottica di una ricomposizione libera resa possibile dall’assenza di una struttura portante intermedia. Nella rilettura dell'organizzazione interna si è individuato un grande ambiente centrale che contenesse soggiorno e cucina e che fungesse da snodo, raccogliendo le distribuzioni agli altri ambienti. L' intenzione è stata quella di prediligere uno spazio ampio e aperto per la zona giorno che sfruttasse la luminosità della tripla esposizione condensando il maggior numero di finestre possibile in uno stesso ambiente. Nell’ottica di una ricomposizione delle geometrie libere della pianta si è utilizzato un pavimento in seminato alla veneziana sui toni del bianco che, privo di un disegno suo proprio, fa un tutt’uno con le pareti bianche verticali e incornicia un tappeto di parquet in rovere per lo spazio principale. Anche per bagni e cucina sono stati scelti materiali pregiati quali marmo, ottone e legno lavorati con texturizzazioni dal disegno contemporaneo.
L’appartamento dalla forma allungata con una quadrupla esposizione è frutto del frazionamento di un alloggio più grande. Il primo passo è consistito nella demolizione di tutte le pareti interne nell’ottica di una ricomposizione libera resa possibile dall’assenza di una struttura portante intermedia. Nella rilettura dell'organizzazione interna si è individuato un grande ambiente centrale che contenesse soggiorno e cucina e che fungesse da snodo, raccogliendo le distribuzioni agli altri ambienti. L' intenzione è stata quella di prediligere uno spazio ampio e aperto per la zona giorno che sfruttasse la luminosità della tripla esposizione condensando il maggior numero di finestre possibile in uno stesso ambiente. Nell’ottica di una ricomposizione delle geometrie libere della pianta si è utilizzato un pavimento in seminato alla veneziana sui toni del bianco che, privo di un disegno suo proprio, fa un tutt’uno con le pareti bianche verticali e incornicia un tappeto di parquet in rovere per lo spazio principale. Anche per bagni e cucina sono stati scelti materiali pregiati quali marmo, ottone e legno lavorati con texturizzazioni dal disegno contemporaneo.
L’appartamento dalla forma allungata con una quadrupla esposizione è frutto del frazionamento di un alloggio più grande. Il primo passo è consistito nella demolizione di tutte le pareti interne nell’ottica di una ricomposizione libera resa possibile dall’assenza di una struttura portante intermedia. Nella rilettura dell'organizzazione interna si è individuato un grande ambiente centrale che contenesse soggiorno e cucina e che fungesse da snodo, raccogliendo le distribuzioni agli altri ambienti. L' intenzione è stata quella di prediligere uno spazio ampio e aperto per la zona giorno che sfruttasse la luminosità della tripla esposizione condensando il maggior numero di finestre possibile in uno stesso ambiente. Nell’ottica di una ricomposizione delle geometrie libere della pianta si è utilizzato un pavimento in seminato alla veneziana sui toni del bianco che, privo di un disegno suo proprio, fa un tutt’uno con le pareti bianche verticali e incornicia un tappeto di parquet in rovere per lo spazio principale. Anche per bagni e cucina sono stati scelti materiali pregiati quali marmo, ottone e legno lavorati con texturizzazioni dal disegno contemporaneo.
L’appartamento dalla forma allungata con una quadrupla esposizione è frutto del frazionamento di un alloggio più grande. Il primo passo è consistito nella demolizione di tutte le pareti interne nell’ottica di una ricomposizione libera resa possibile dall’assenza di una struttura portante intermedia. Nella rilettura dell'organizzazione interna si è individuato un grande ambiente centrale che contenesse soggiorno e cucina e che fungesse da snodo, raccogliendo le distribuzioni agli altri ambienti. L' intenzione è stata quella di prediligere uno spazio ampio e aperto per la zona giorno che sfruttasse la luminosità della tripla esposizione condensando il maggior numero di finestre possibile in uno stesso ambiente. Nell’ottica di una ricomposizione delle geometrie libere della pianta si è utilizzato un pavimento in seminato alla veneziana sui toni del bianco che, privo di un disegno suo proprio, fa un tutt’uno con le pareti bianche verticali e incornicia un tappeto di parquet in rovere per lo spazio principale. Anche per bagni e cucina sono stati scelti materiali pregiati quali marmo, ottone e legno lavorati con texturizzazioni dal disegno contemporaneo.
L’appartamento dalla forma allungata con una quadrupla esposizione è frutto del frazionamento di un alloggio più grande. Il primo passo è consistito nella demolizione di tutte le pareti interne nell’ottica di una ricomposizione libera resa possibile dall’assenza di una struttura portante intermedia. Nella rilettura dell'organizzazione interna si è individuato un grande ambiente centrale che contenesse soggiorno e cucina e che fungesse da snodo, raccogliendo le distribuzioni agli altri ambienti. L' intenzione è stata quella di prediligere uno spazio ampio e aperto per la zona giorno che sfruttasse la luminosità della tripla esposizione condensando il maggior numero di finestre possibile in uno stesso ambiente. Nell’ottica di una ricomposizione delle geometrie libere della pianta si è utilizzato un pavimento in seminato alla veneziana sui toni del bianco che, privo di un disegno suo proprio, fa un tutt’uno con le pareti bianche verticali e incornicia un tappeto di parquet in rovere per lo spazio principale. Anche per bagni e cucina sono stati scelti materiali pregiati quali marmo, ottone e legno lavorati con texturizzazioni dal disegno contemporaneo.
L’arredo fisso è stato realizzato a disegno e assolve a tutte le esigenze della famiglia tanto che l’arredo mobile è composto da pochi e selezionati elementi.
L’arredo fisso è stato realizzato a disegno e assolve a tutte le esigenze della famiglia tanto che l’arredo mobile è composto da pochi e selezionati elementi.
L’arredo fisso è stato realizzato a disegno e assolve a tutte le esigenze della famiglia tanto che l’arredo mobile è composto da pochi e selezionati elementi.
L’arredo fisso è stato realizzato a disegno e assolve a tutte le esigenze della famiglia tanto che l’arredo mobile è composto da pochi e selezionati elementi.
L’arredo fisso è stato realizzato a disegno e assolve a tutte le esigenze della famiglia tanto che l’arredo mobile è composto da pochi e selezionati elementi.
L’arredo fisso è stato realizzato a disegno e assolve a tutte le esigenze della famiglia tanto che l’arredo mobile è composto da pochi e selezionati elementi.

















Luogo
Milano
Committente
privato
Durata
2019 - 2020
Superficie costruita
130 mq
Luogo
Milano
Committente
privato
Durata
2019 - 2020
Superficie costruita
130 mq
Luogo
Milano
Committente
privato
Durata
2019 - 2020
Superficie costruita
130 mq









































































































































































Crediti fotografici Alberto Strada