


























Costruito nel 1912, successivamente oggetto di ampliamento nel 1939 con il nome di Cinema Italia Teatro, e infine ristrutturato da Italcine (l’attuale proprietà) nel 1975, anno in cui prende il nome di cinema Maestoso, ha continuato la sua attività fino al 2007, per poi chiudere i battenti a causa della crisi provocata dalla trasformazione profonda del mondo delle sale cinematografiche.
Oggi l’edificio, completamente rivisitato da un progetto architettonico di deamicisarchitetti su iniziativa di Italcine, riapre con una nuova funzione a carattere collettivo. L’intervento, che mischia forme contemporanee con memorie anni ‘30 delle preesistenze, restituisce alla città un edificio che, per posizione e caratteristiche, continua nel tempo ad esprimere il suo “ruolo pubblico” indipendentemente dalle funzioni temporaneamente insediate.
Costruito nel 1912, successivamente oggetto di ampliamento nel 1939 con il nome di Cinema Italia Teatro, e infine ristrutturato da Italcine (l’attuale proprietà) nel 1975, anno in cui prende il nome di cinema Maestoso, ha continuato la sua attività fino al 2007, per poi chiudere i battenti a causa della crisi provocata dalla trasformazione profonda del mondo delle sale cinematografiche.
Oggi l’edificio, completamente rivisitato da un progetto architettonico di deamicisarchitetti su iniziativa di Italcine, riapre con una nuova funzione a carattere collettivo. L’intervento, che mischia forme contemporanee con memorie anni ‘30 delle preesistenze, restituisce alla città un edificio che, per posizione e caratteristiche, continua nel tempo ad esprimere il suo “ruolo pubblico” indipendentemente dalle funzioni temporaneamente insediate.
Costruito nel 1912, successivamente oggetto di ampliamento nel 1939 con il nome di Cinema Italia Teatro, e infine ristrutturato da Italcine (l’attuale proprietà) nel 1975, anno in cui prende il nome di cinema Maestoso, ha continuato la sua attività fino al 2007, per poi chiudere i battenti a causa della crisi provocata dalla trasformazione profonda del mondo delle sale cinematografiche.
Oggi l’edificio, completamente rivisitato da un progetto architettonico di deamicisarchitetti su iniziativa di Italcine, riapre con una nuova funzione a carattere collettivo. L’intervento, che mischia forme contemporanee con memorie anni ‘30 delle preesistenze, restituisce alla città un edificio che, per posizione e caratteristiche, continua nel tempo ad esprimere il suo “ruolo pubblico” indipendentemente dalle funzioni temporaneamente insediate.
Costruito nel 1912, successivamente oggetto di ampliamento nel 1939 con il nome di Cinema Italia Teatro, e infine ristrutturato da Italcine (l’attuale proprietà) nel 1975, anno in cui prende il nome di cinema Maestoso, ha continuato la sua attività fino al 2007, per poi chiudere i battenti a causa della crisi provocata dalla trasformazione profonda del mondo delle sale cinematografiche.
Oggi l’edificio, completamente rivisitato da un progetto architettonico di deamicisarchitetti su iniziativa di Italcine, riapre con una nuova funzione a carattere collettivo. L’intervento, che mischia forme contemporanee con memorie anni ‘30 delle preesistenze, restituisce alla città un edificio che, per posizione e caratteristiche, continua nel tempo ad esprimere il suo “ruolo pubblico” indipendentemente dalle funzioni temporaneamente insediate.
Costruito nel 1912, successivamente oggetto di ampliamento nel 1939 con il nome di Cinema Italia Teatro, e infine ristrutturato da Italcine (l’attuale proprietà) nel 1975, anno in cui prende il nome di cinema Maestoso, ha continuato la sua attività fino al 2007, per poi chiudere i battenti a causa della crisi provocata dalla trasformazione profonda del mondo delle sale cinematografiche.
Oggi l’edificio, completamente rivisitato da un progetto architettonico di deamicisarchitetti su iniziativa di Italcine, riapre con una nuova funzione a carattere collettivo. L’intervento, che mischia forme contemporanee con memorie anni ‘30 delle preesistenze, restituisce alla città un edificio che, per posizione e caratteristiche, continua nel tempo ad esprimere il suo “ruolo pubblico” indipendentemente dalle funzioni temporaneamente insediate.
Costruito nel 1912, successivamente oggetto di ampliamento nel 1939 con il nome di Cinema Italia Teatro, e infine ristrutturato da Italcine (l’attuale proprietà) nel 1975, anno in cui prende il nome di cinema Maestoso, ha continuato la sua attività fino al 2007, per poi chiudere i battenti a causa della crisi provocata dalla trasformazione profonda del mondo delle sale cinematografiche.
Oggi l’edificio, completamente rivisitato da un progetto architettonico di deamicisarchitetti su iniziativa di Italcine, riapre con una nuova funzione a carattere collettivo. L’intervento, che mischia forme contemporanee con memorie anni ‘30 delle preesistenze, restituisce alla città un edificio che, per posizione e caratteristiche, continua nel tempo ad esprimere il suo “ruolo pubblico” indipendentemente dalle funzioni temporaneamente insediate.
La nuova funzione che viene insediata avrà un impatto positivo sul quartiere, offrendo nuove attività e opportunità di aggregazione, e sulla città, andando a riqualificare un lotto prospiciente l’area dello Scalo di Porta Romana senza stravolgerne il rapporto con il contesto.
La nuova funzione che viene insediata avrà un impatto positivo sul quartiere, offrendo nuove attività e opportunità di aggregazione, e sulla città, andando a riqualificare un lotto prospiciente l’area dello Scalo di Porta Romana senza stravolgerne il rapporto con il contesto.
La nuova funzione che viene insediata avrà un impatto positivo sul quartiere, offrendo nuove attività e opportunità di aggregazione, e sulla città, andando a riqualificare un lotto prospiciente l’area dello Scalo di Porta Romana senza stravolgerne il rapporto con il contesto.
La nuova funzione che viene insediata avrà un impatto positivo sul quartiere, offrendo nuove attività e opportunità di aggregazione, e sulla città, andando a riqualificare un lotto prospiciente l’area dello Scalo di Porta Romana senza stravolgerne il rapporto con il contesto.
La nuova funzione che viene insediata avrà un impatto positivo sul quartiere, offrendo nuove attività e opportunità di aggregazione, e sulla città, andando a riqualificare un lotto prospiciente l’area dello Scalo di Porta Romana senza stravolgerne il rapporto con il contesto.
La nuova funzione che viene insediata avrà un impatto positivo sul quartiere, offrendo nuove attività e opportunità di aggregazione, e sulla città, andando a riqualificare un lotto prospiciente l’area dello Scalo di Porta Romana senza stravolgerne il rapporto con il contesto.

















Superficie
5.000 mq
Durata
2020-2022
Committente
Privato
Superficie
5.000 mq
Durata
2020-2022
Committente
Privato
Superficie
5.000 mq
Durata
2020-2022
Committente
Privato



































































































L’intervento di riqualificazione, circa 5000 mq in totale, mantenendo il perimetro e il volume dell’edificio esistente, con la sua facciata Anni Trenta, si propone di chiarire i rapporti tra le partiche compongono il complesso edilizio assegnando ai volumi presenti dei ruoli specifici: il volume di ingresso è il punto di contatto con la città e la memoria storica, la grande aula è invece il luogo della rinascita dell’edificio.
L’intervento di riqualificazione, circa 5000 mq in totale, mantenendo il perimetro e il volume dell’edificio esistente, con la sua facciata Anni Trenta, si propone di chiarire i rapporti tra le partiche compongono il complesso edilizio assegnando ai volumi presenti dei ruoli specifici: il volume di ingresso è il punto di contatto con la città e la memoria storica, la grande aula è invece il luogo della rinascita dell’edificio.
L’intervento di riqualificazione, circa 5000 mq in totale, mantenendo il perimetro e il volume dell’edificio esistente, con la sua facciata Anni Trenta, si propone di chiarire i rapporti tra le partiche compongono il complesso edilizio assegnando ai volumi presenti dei ruoli specifici: il volume di ingresso è il punto di contatto con la città e la memoria storica, la grande aula è invece il luogo della rinascita dell’edificio.
L’intervento di riqualificazione, circa 5000 mq in totale, mantenendo il perimetro e il volume dell’edificio esistente, con la sua facciata Anni Trenta, si propone di chiarire i rapporti tra le partiche compongono il complesso edilizio assegnando ai volumi presenti dei ruoli specifici: il volume di ingresso è il punto di contatto con la città e la memoria storica, la grande aula è invece il luogo della rinascita dell’edificio.
L’intervento di riqualificazione, circa 5000 mq in totale, mantenendo il perimetro e il volume dell’edificio esistente, con la sua facciata Anni Trenta, si propone di chiarire i rapporti tra le partiche compongono il complesso edilizio assegnando ai volumi presenti dei ruoli specifici: il volume di ingresso è il punto di contatto con la città e la memoria storica, la grande aula è invece il luogo della rinascita dell’edificio.
L’intervento di riqualificazione, circa 5000 mq in totale, mantenendo il perimetro e il volume dell’edificio esistente, con la sua facciata Anni Trenta, si propone di chiarire i rapporti tra le partiche compongono il complesso edilizio assegnando ai volumi presenti dei ruoli specifici: il volume di ingresso è il punto di contatto con la città e la memoria storica, la grande aula è invece il luogo della rinascita dell’edificio.






























































Superficie
5.000 mq
Durata
2020-2022
Committente
Privato
Superficie
5.000 mq
Durata
2020-2022
Committente
Privato
Superficie
5.000 mq
Durata
2020-2022
Committente
Privato












































Il progetto intende inoltre favorire il dialogo con l’esterno tramite l’apertura delle facciate con ampie finestrature per rendere visibili le attività interne e tramite un tetto rivestito di tegole di vetro che riflette la luce e rende speciale la presenza nel tessuto urbano. Sul volume di entrata saranno riproposti i marmi che un tempo adornavano la facciata su Corso Lodi affiancati a superfici in listelli di ottone, sul volume ad aula verranno realizzate grandi aperture ad arco con inserti in ottone.
Il progetto intende inoltre favorire il dialogo con l’esterno tramite l’apertura delle facciate con ampie finestrature per rendere visibili le attività interne e tramite un tetto rivestito di tegole di vetro che riflette la luce e rende speciale la presenza nel tessuto urbano. Sul volume di entrata saranno riproposti i marmi che un tempo adornavano la facciata su Corso Lodi affiancati a superfici in listelli di ottone, sul volume ad aula verranno realizzate grandi aperture ad arco con inserti in ottone.
Il progetto intende inoltre favorire il dialogo con l’esterno tramite l’apertura delle facciate con ampie finestrature per rendere visibili le attività interne e tramite un tetto rivestito di tegole di vetro che riflette la luce e rende speciale la presenza nel tessuto urbano. Sul volume di entrata saranno riproposti i marmi che un tempo adornavano la facciata su Corso Lodi affiancati a superfici in listelli di ottone, sul volume ad aula verranno realizzate grandi aperture ad arco con inserti in ottone.
Il progetto intende inoltre favorire il dialogo con l’esterno tramite l’apertura delle facciate con ampie finestrature per rendere visibili le attività interne e tramite un tetto rivestito di tegole di vetro che riflette la luce e rende speciale la presenza nel tessuto urbano. Sul volume di entrata saranno riproposti i marmi che un tempo adornavano la facciata su Corso Lodi affiancati a superfici in listelli di ottone, sul volume ad aula verranno realizzate grandi aperture ad arco con inserti in ottone.
Il progetto intende inoltre favorire il dialogo con l’esterno tramite l’apertura delle facciate con ampie finestrature per rendere visibili le attività interne e tramite un tetto rivestito di tegole di vetro che riflette la luce e rende speciale la presenza nel tessuto urbano. Sul volume di entrata saranno riproposti i marmi che un tempo adornavano la facciata su Corso Lodi affiancati a superfici in listelli di ottone, sul volume ad aula verranno realizzate grandi aperture ad arco con inserti in ottone.
Il progetto intende inoltre favorire il dialogo con l’esterno tramite l’apertura delle facciate con ampie finestrature per rendere visibili le attività interne e tramite un tetto rivestito di tegole di vetro che riflette la luce e rende speciale la presenza nel tessuto urbano. Sul volume di entrata saranno riproposti i marmi che un tempo adornavano la facciata su Corso Lodi affiancati a superfici in listelli di ottone, sul volume ad aula verranno realizzate grandi aperture ad arco con inserti in ottone.















































































































































Responsabile dei Lavori CEAS
Project Manager SPS
Progettazione architettonica e Direzione Lavori Generale De Amicis Architetti
Progettazione interiors Virgin Active Aarchitetti Noorda Schiavon
Progettazione e Direzione Lavori opere strutturali SPS
Progettazione impianti parti comuni e Direzione Lavori impianti PROGETTISTI ASSOCIATI TECNARC srl
Progettazione impianti meccanici ed elettrici Virgin Active STIMP srl
Progettazione impianti piscine Virgin Active Ing. Fabio Fabiano
Progettazione e Direzione Lavori Antincendio ASAC antincendio
Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione CEAS
Assuntore dei Lavori GRASSI&CRESPI srl
Photo credits Alberto Strada