


























Il nuovo ITIS Leonardo da Vinci è tra i progetti vincitori del concorso “FUTURA – La scuola per l’Italia di Domani”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e finanziato con fondi PNRR. La nuova scuola, che copre una superfice di 5mila metri quadrati, è una struttura unitaria che, occupando tutta l’estensione del margine del lotto, si inserisce nel contesto di riferimento chiarendo in modo esplicito la sua appartenenza ad un insieme di fabbricati che devono dialogare tra loro, non solo funzionalmente ma anche e soprattutto dal punto di vista simbolico. Il nuovo edificio, ponendosi come terminale di un sistema molto più grande, come fosse un grande abbraccio, definisce dal punto di vista urbano l’area delle scuole e costruisce il margine est lungo la sua estensione senza ricorrere a recinzioni anti-urbane. Tale configurazione che risponde alla scala territoriale è garanzia che la sua architettura e posizione sarà sempre coerente anche in presenza di modificazioni o sostituzioni di altri edifici del comparto.
Il nuovo ITIS Leonardo da Vinci è tra i progetti vincitori del concorso “FUTURA – La scuola per l’Italia di Domani”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e finanziato con fondi PNRR. La nuova scuola, che copre una superfice di 5mila metri quadrati, è una struttura unitaria che, occupando tutta l’estensione del margine del lotto, si inserisce nel contesto di riferimento chiarendo in modo esplicito la sua appartenenza ad un insieme di fabbricati che devono dialogare tra loro, non solo funzionalmente ma anche e soprattutto dal punto di vista simbolico. Il nuovo edificio, ponendosi come terminale di un sistema molto più grande, come fosse un grande abbraccio, definisce dal punto di vista urbano l’area delle scuole e costruisce il margine est lungo la sua estensione senza ricorrere a recinzioni anti-urbane. Tale configurazione che risponde alla scala territoriale è garanzia che la sua architettura e posizione sarà sempre coerente anche in presenza di modificazioni o sostituzioni di altri edifici del comparto.
Il nuovo ITIS Leonardo da Vinci è tra i progetti vincitori del concorso “FUTURA – La scuola per l’Italia di Domani”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e finanziato con fondi PNRR. La nuova scuola, che copre una superfice di 5mila metri quadrati, è una struttura unitaria che, occupando tutta l’estensione del margine del lotto, si inserisce nel contesto di riferimento chiarendo in modo esplicito la sua appartenenza ad un insieme di fabbricati che devono dialogare tra loro, non solo funzionalmente ma anche e soprattutto dal punto di vista simbolico. Il nuovo edificio, ponendosi come terminale di un sistema molto più grande, come fosse un grande abbraccio, definisce dal punto di vista urbano l’area delle scuole e costruisce il margine est lungo la sua estensione senza ricorrere a recinzioni anti-urbane. Tale configurazione che risponde alla scala territoriale è garanzia che la sua architettura e posizione sarà sempre coerente anche in presenza di modificazioni o sostituzioni di altri edifici del comparto.
Il nuovo ITIS Leonardo da Vinci è tra i progetti vincitori del concorso “FUTURA – La scuola per l’Italia di Domani”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e finanziato con fondi PNRR. La nuova scuola, che copre una superfice di 5mila metri quadrati, è una struttura unitaria che, occupando tutta l’estensione del margine del lotto, si inserisce nel contesto di riferimento chiarendo in modo esplicito la sua appartenenza ad un insieme di fabbricati che devono dialogare tra loro, non solo funzionalmente ma anche e soprattutto dal punto di vista simbolico. Il nuovo edificio, ponendosi come terminale di un sistema molto più grande, come fosse un grande abbraccio, definisce dal punto di vista urbano l’area delle scuole e costruisce il margine est lungo la sua estensione senza ricorrere a recinzioni anti-urbane. Tale configurazione che risponde alla scala territoriale è garanzia che la sua architettura e posizione sarà sempre coerente anche in presenza di modificazioni o sostituzioni di altri edifici del comparto.
Il nuovo ITIS Leonardo da Vinci è tra i progetti vincitori del concorso “FUTURA – La scuola per l’Italia di Domani”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e finanziato con fondi PNRR. La nuova scuola, che copre una superfice di 5mila metri quadrati, è una struttura unitaria che, occupando tutta l’estensione del margine del lotto, si inserisce nel contesto di riferimento chiarendo in modo esplicito la sua appartenenza ad un insieme di fabbricati che devono dialogare tra loro, non solo funzionalmente ma anche e soprattutto dal punto di vista simbolico. Il nuovo edificio, ponendosi come terminale di un sistema molto più grande, come fosse un grande abbraccio, definisce dal punto di vista urbano l’area delle scuole e costruisce il margine est lungo la sua estensione senza ricorrere a recinzioni anti-urbane. Tale configurazione che risponde alla scala territoriale è garanzia che la sua architettura e posizione sarà sempre coerente anche in presenza di modificazioni o sostituzioni di altri edifici del comparto.
Il nuovo ITIS Leonardo da Vinci è tra i progetti vincitori del concorso “FUTURA – La scuola per l’Italia di Domani”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e finanziato con fondi PNRR. La nuova scuola, che copre una superfice di 5mila metri quadrati, è una struttura unitaria che, occupando tutta l’estensione del margine del lotto, si inserisce nel contesto di riferimento chiarendo in modo esplicito la sua appartenenza ad un insieme di fabbricati che devono dialogare tra loro, non solo funzionalmente ma anche e soprattutto dal punto di vista simbolico. Il nuovo edificio, ponendosi come terminale di un sistema molto più grande, come fosse un grande abbraccio, definisce dal punto di vista urbano l’area delle scuole e costruisce il margine est lungo la sua estensione senza ricorrere a recinzioni anti-urbane. Tale configurazione che risponde alla scala territoriale è garanzia che la sua architettura e posizione sarà sempre coerente anche in presenza di modificazioni o sostituzioni di altri edifici del comparto.
Questo impianto progettuale, oltre a limitare il consumo di suolo, si ispira alle modalità insediative storiche del territorio, reinterpretandole in chiave contemporanea. Il vicino auditorium recuperato da Renzo Piano ne rappresenta una significativa testimonianza. Il dialogo tra i due edifici diventa così il punto di partenza per immaginare l'evoluzione dell'intero comparto come un unico grande parco urbano, capace di integrare architettura, spazio pubblico e paesaggio.
Questo impianto progettuale, oltre a limitare il consumo di suolo, si ispira alle modalità insediative storiche del territorio, reinterpretandole in chiave contemporanea. Il vicino auditorium recuperato da Renzo Piano ne rappresenta una significativa testimonianza. Il dialogo tra i due edifici diventa così il punto di partenza per immaginare l'evoluzione dell'intero comparto come un unico grande parco urbano, capace di integrare architettura, spazio pubblico e paesaggio.
Questo impianto progettuale, oltre a limitare il consumo di suolo, si ispira alle modalità insediative storiche del territorio, reinterpretandole in chiave contemporanea. Il vicino auditorium recuperato da Renzo Piano ne rappresenta una significativa testimonianza. Il dialogo tra i due edifici diventa così il punto di partenza per immaginare l'evoluzione dell'intero comparto come un unico grande parco urbano, capace di integrare architettura, spazio pubblico e paesaggio.
Questo impianto progettuale, oltre a limitare il consumo di suolo, si ispira alle modalità insediative storiche del territorio, reinterpretandole in chiave contemporanea. Il vicino auditorium recuperato da Renzo Piano ne rappresenta una significativa testimonianza. Il dialogo tra i due edifici diventa così il punto di partenza per immaginare l'evoluzione dell'intero comparto come un unico grande parco urbano, capace di integrare architettura, spazio pubblico e paesaggio.
Questo impianto progettuale, oltre a limitare il consumo di suolo, si ispira alle modalità insediative storiche del territorio, reinterpretandole in chiave contemporanea. Il vicino auditorium recuperato da Renzo Piano ne rappresenta una significativa testimonianza. Il dialogo tra i due edifici diventa così il punto di partenza per immaginare l'evoluzione dell'intero comparto come un unico grande parco urbano, capace di integrare architettura, spazio pubblico e paesaggio.
Questo impianto progettuale, oltre a limitare il consumo di suolo, si ispira alle modalità insediative storiche del territorio, reinterpretandole in chiave contemporanea. Il vicino auditorium recuperato da Renzo Piano ne rappresenta una significativa testimonianza. Il dialogo tra i due edifici diventa così il punto di partenza per immaginare l'evoluzione dell'intero comparto come un unico grande parco urbano, capace di integrare architettura, spazio pubblico e paesaggio.

















Committente
Provincia di Parma
Superficie
5.000 mq
Durata lavori
2024 - 2026
Committente
Provincia di Parma
Superficie
5.000 mq
Durata lavori
2024 - 2026
Committente
Provincia di Parma
Superficie
5.000 mq
Durata lavori
2024 - 2026






















































L’organizzazione di ogni piano si articola in fasce funzionali che comprendono gli spazi collettivi, le aree di servizio, gli ambienti per la didattica e le terrazze vetrate affacciate sulla città. Il sistema distributivo, basato su gallerie e rampe pedonali anziché su tradizionali corridoi e scale, non svolge solo una funzione di collegamento, ma genera spazi di relazione e permanenza utilizzabili anche al di fuori delle lezioni. Questa configurazione, insieme alla flessibilità di aule e laboratori, supporta metodologie didattiche innovative, favorendo attività collaborative e una maggiore interazione tra studenti e docenti.
L’organizzazione di ogni piano si articola in fasce funzionali che comprendono gli spazi collettivi, le aree di servizio, gli ambienti per la didattica e le terrazze vetrate affacciate sulla città. Il sistema distributivo, basato su gallerie e rampe pedonali anziché su tradizionali corridoi e scale, non svolge solo una funzione di collegamento, ma genera spazi di relazione e permanenza utilizzabili anche al di fuori delle lezioni. Questa configurazione, insieme alla flessibilità di aule e laboratori, supporta metodologie didattiche innovative, favorendo attività collaborative e una maggiore interazione tra studenti e docenti.
L’organizzazione di ogni piano si articola in fasce funzionali che comprendono gli spazi collettivi, le aree di servizio, gli ambienti per la didattica e le terrazze vetrate affacciate sulla città. Il sistema distributivo, basato su gallerie e rampe pedonali anziché su tradizionali corridoi e scale, non svolge solo una funzione di collegamento, ma genera spazi di relazione e permanenza utilizzabili anche al di fuori delle lezioni. Questa configurazione, insieme alla flessibilità di aule e laboratori, supporta metodologie didattiche innovative, favorendo attività collaborative e una maggiore interazione tra studenti e docenti.
L’organizzazione di ogni piano si articola in fasce funzionali che comprendono gli spazi collettivi, le aree di servizio, gli ambienti per la didattica e le terrazze vetrate affacciate sulla città. Il sistema distributivo, basato su gallerie e rampe pedonali anziché su tradizionali corridoi e scale, non svolge solo una funzione di collegamento, ma genera spazi di relazione e permanenza utilizzabili anche al di fuori delle lezioni. Questa configurazione, insieme alla flessibilità di aule e laboratori, supporta metodologie didattiche innovative, favorendo attività collaborative e una maggiore interazione tra studenti e docenti.
L’organizzazione di ogni piano si articola in fasce funzionali che comprendono gli spazi collettivi, le aree di servizio, gli ambienti per la didattica e le terrazze vetrate affacciate sulla città. Il sistema distributivo, basato su gallerie e rampe pedonali anziché su tradizionali corridoi e scale, non svolge solo una funzione di collegamento, ma genera spazi di relazione e permanenza utilizzabili anche al di fuori delle lezioni. Questa configurazione, insieme alla flessibilità di aule e laboratori, supporta metodologie didattiche innovative, favorendo attività collaborative e una maggiore interazione tra studenti e docenti.
L’organizzazione di ogni piano si articola in fasce funzionali che comprendono gli spazi collettivi, le aree di servizio, gli ambienti per la didattica e le terrazze vetrate affacciate sulla città. Il sistema distributivo, basato su gallerie e rampe pedonali anziché su tradizionali corridoi e scale, non svolge solo una funzione di collegamento, ma genera spazi di relazione e permanenza utilizzabili anche al di fuori delle lezioni. Questa configurazione, insieme alla flessibilità di aule e laboratori, supporta metodologie didattiche innovative, favorendo attività collaborative e una maggiore interazione tra studenti e docenti.


































Avanzamento lavori
Agg. aprile 2024
Avanzamento lavori
Agg. aprile 2024
Avanzamento lavori
Agg. aprile 2024
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Avanzamento lavori
Agg. giugno 2026
Avanzamento lavori
Agg. giugno 2026
Avanzamento lavori
Agg. giugno 2026













































L’edificio è realizzato con una struttura in calcestruzzo armato e solai prefabbricati, una soluzione che garantisce solidità, durabilità e rapidità di esecuzione. Le strategie di sostenibilità integrano aspetti architettonici e impiantistici: le sporgenze di balconi e copertura, insieme ai sistemi di schermatura solare, regolano l’apporto della radiazione solare, migliorano il comfort termoigrometrico e riducono il fabbisogno energetico dell’edificio. Questo approccio consente di ottimizzare il dimensionamento degli impianti, contenendo consumi, costi di gestione e manutenzione. Il progetto è conforme agli standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), garantendo elevate prestazioni energetiche e un ridotto impatto ambientale.
L’edificio è realizzato con una struttura in calcestruzzo armato e solai prefabbricati, una soluzione che garantisce solidità, durabilità e rapidità di esecuzione. Le strategie di sostenibilità integrano aspetti architettonici e impiantistici: le sporgenze di balconi e copertura, insieme ai sistemi di schermatura solare, regolano l’apporto della radiazione solare, migliorano il comfort termoigrometrico e riducono il fabbisogno energetico dell’edificio. Questo approccio consente di ottimizzare il dimensionamento degli impianti, contenendo consumi, costi di gestione e manutenzione. Il progetto è conforme agli standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), garantendo elevate prestazioni energetiche e un ridotto impatto ambientale.
L’edificio è realizzato con una struttura in calcestruzzo armato e solai prefabbricati, una soluzione che garantisce solidità, durabilità e rapidità di esecuzione. Le strategie di sostenibilità integrano aspetti architettonici e impiantistici: le sporgenze di balconi e copertura, insieme ai sistemi di schermatura solare, regolano l’apporto della radiazione solare, migliorano il comfort termoigrometrico e riducono il fabbisogno energetico dell’edificio. Questo approccio consente di ottimizzare il dimensionamento degli impianti, contenendo consumi, costi di gestione e manutenzione. Il progetto è conforme agli standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), garantendo elevate prestazioni energetiche e un ridotto impatto ambientale.
L’edificio è realizzato con una struttura in calcestruzzo armato e solai prefabbricati, una soluzione che garantisce solidità, durabilità e rapidità di esecuzione. Le strategie di sostenibilità integrano aspetti architettonici e impiantistici: le sporgenze di balconi e copertura, insieme ai sistemi di schermatura solare, regolano l’apporto della radiazione solare, migliorano il comfort termoigrometrico e riducono il fabbisogno energetico dell’edificio. Questo approccio consente di ottimizzare il dimensionamento degli impianti, contenendo consumi, costi di gestione e manutenzione. Il progetto è conforme agli standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), garantendo elevate prestazioni energetiche e un ridotto impatto ambientale.
L’edificio è realizzato con una struttura in calcestruzzo armato e solai prefabbricati, una soluzione che garantisce solidità, durabilità e rapidità di esecuzione. Le strategie di sostenibilità integrano aspetti architettonici e impiantistici: le sporgenze di balconi e copertura, insieme ai sistemi di schermatura solare, regolano l’apporto della radiazione solare, migliorano il comfort termoigrometrico e riducono il fabbisogno energetico dell’edificio. Questo approccio consente di ottimizzare il dimensionamento degli impianti, contenendo consumi, costi di gestione e manutenzione. Il progetto è conforme agli standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), garantendo elevate prestazioni energetiche e un ridotto impatto ambientale.
L’edificio è realizzato con una struttura in calcestruzzo armato e solai prefabbricati, una soluzione che garantisce solidità, durabilità e rapidità di esecuzione. Le strategie di sostenibilità integrano aspetti architettonici e impiantistici: le sporgenze di balconi e copertura, insieme ai sistemi di schermatura solare, regolano l’apporto della radiazione solare, migliorano il comfort termoigrometrico e riducono il fabbisogno energetico dell’edificio. Questo approccio consente di ottimizzare il dimensionamento degli impianti, contenendo consumi, costi di gestione e manutenzione. Il progetto è conforme agli standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), garantendo elevate prestazioni energetiche e un ridotto impatto ambientale.







































































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Progettazione architettonica e Direzione Lavori Generale De Amicis Architetti
Progettista architettonico (locale) -ini architetti
Progettisti strutturali ALB Ingegneria – SBF Studio Brambilla Ferrari
Progettista impianti PSE s.r.l.
Impresa Allodi srl
Geologo geoLOG
Responsabile sicurezza e progettista antincendio Geom. Stefano Galbiati
Committente Provincia di Parma
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Crediti fotografici Alberto Strada, drone (Andrea Biagini e Fabrizio Gee)