

Costruito nel 1896, l'edificio appartiene alla tradizione neoclassica milanese: facciata nel caratteristico giallo Milano, basamento bugnato, balconi su mensole in cemento, parapetti in ferro e cornicioni modanati. Un'identità ancora riconoscibile, nonostante le numerose trasformazioni accumulate nel corso del tempo. Interventi successivi avevano progressivamente alterato l'equilibrio originario: la copertura era stata sostituita da un volume estraneo all'impianto architettonico, i serramenti originali sostituiti con elementi in alluminio e PVC, i dettagli delle facciate interne compromessi da modifiche frammentarie e disomogenee.
Costruito nel 1896, l'edificio appartiene alla tradizione neoclassica milanese: facciata nel caratteristico giallo Milano, basamento bugnato, balconi su mensole in cemento, parapetti in ferro e cornicioni modanati. Un'identità ancora riconoscibile, nonostante le numerose trasformazioni accumulate nel corso del tempo. Interventi successivi avevano progressivamente alterato l'equilibrio originario: la copertura era stata sostituita da un volume estraneo all'impianto architettonico, i serramenti originali sostituiti con elementi in alluminio e PVC, i dettagli delle facciate interne compromessi da modifiche frammentarie e disomogenee.
Costruito nel 1896, l'edificio appartiene alla tradizione neoclassica milanese: facciata nel caratteristico giallo Milano, basamento bugnato, balconi su mensole in cemento, parapetti in ferro e cornicioni modanati. Un'identità ancora riconoscibile, nonostante le numerose trasformazioni accumulate nel corso del tempo. Interventi successivi avevano progressivamente alterato l'equilibrio originario: la copertura era stata sostituita da un volume estraneo all'impianto architettonico, i serramenti originali sostituiti con elementi in alluminio e PVC, i dettagli delle facciate interne compromessi da modifiche frammentarie e disomogenee.
Costruito nel 1896, l'edificio appartiene alla tradizione neoclassica milanese: facciata nel caratteristico giallo Milano, basamento bugnato, balconi su mensole in cemento, parapetti in ferro e cornicioni modanati. Un'identità ancora riconoscibile, nonostante le numerose trasformazioni accumulate nel corso del tempo. Interventi successivi avevano progressivamente alterato l'equilibrio originario: la copertura era stata sostituita da un volume estraneo all'impianto architettonico, i serramenti originali sostituiti con elementi in alluminio e PVC, i dettagli delle facciate interne compromessi da modifiche frammentarie e disomogenee.
Costruito nel 1896, l'edificio appartiene alla tradizione neoclassica milanese: facciata nel caratteristico giallo Milano, basamento bugnato, balconi su mensole in cemento, parapetti in ferro e cornicioni modanati. Un'identità ancora riconoscibile, nonostante le numerose trasformazioni accumulate nel corso del tempo. Interventi successivi avevano progressivamente alterato l'equilibrio originario: la copertura era stata sostituita da un volume estraneo all'impianto architettonico, i serramenti originali sostituiti con elementi in alluminio e PVC, i dettagli delle facciate interne compromessi da modifiche frammentarie e disomogenee.
Costruito nel 1896, l'edificio appartiene alla tradizione neoclassica milanese: facciata nel caratteristico giallo Milano, basamento bugnato, balconi su mensole in cemento, parapetti in ferro e cornicioni modanati. Un'identità ancora riconoscibile, nonostante le numerose trasformazioni accumulate nel corso del tempo. Interventi successivi avevano progressivamente alterato l'equilibrio originario: la copertura era stata sostituita da un volume estraneo all'impianto architettonico, i serramenti originali sostituiti con elementi in alluminio e PVC, i dettagli delle facciate interne compromessi da modifiche frammentarie e disomogenee.
Stato di fatto
Stato di fatto
Stato di fatto



























Il progetto parte da questa realtà. L'obiettivo non è restituire un'immagine originaria che non esiste più. Si lavora sul corpo esistente: si rimuove ciò che è incongruo, si aggiunge ciò che manca, e le due operazioni restano leggibili per quello che sono.
Al piano terra l'ingresso viene ridisegnato come spazio di passaggio e attesa (portineria, aree informali, due unità commerciali), al piano terra una palestra con area wellness completa l'offerta per i residenti.
Ai piani superiori gli appartamenti vengono ripensati negli spazi interni e aperti verso l'esterno attraverso nuovi balconi sul cortile, mantenendo il doppio affaccio su strada e sul verde della proprietà confinante.
La scala esistente viene affiancata da un nuovo nucleo scala-ascensore, necessario all'adeguamento normativo, che si inserisce sul fronte interno come elemento curvilineo con taglio a tutta altezza per l'illuminazione naturale, una soluzione che non si sovrappone al ritmo compositivo esistente. In cima, l'ultimo piano viene recuperato con tre unità duplex, terrazza e una nuova copertura a falde che ridisegna il profilo dell'edificio e ricolloca i macchinari impiantistici in un vano tecnico dedicato.
Sulle facciate principali il lavoro è di restauro conservativo: revisione cromatica con grigio scuro al basamento e grigio chiaro ai piani superiori, restauro di cornici, balconi e parapetti in ferro. La nuova copertura si integra con un fregio decorativo in ferro verniciato che riprende il disegno dei parapetti originali, stabilendo una continuità formale tra il nuovo e l'esistente.
Il progetto parte da questa realtà. L'obiettivo non è restituire un'immagine originaria che non esiste più. Si lavora sul corpo esistente: si rimuove ciò che è incongruo, si aggiunge ciò che manca, e le due operazioni restano leggibili per quello che sono.
Al piano terra l'ingresso viene ridisegnato come spazio di passaggio e attesa (portineria, aree informali, due unità commerciali), al piano terra una palestra con area wellness completa l'offerta per i residenti.
Ai piani superiori gli appartamenti vengono ripensati negli spazi interni e aperti verso l'esterno attraverso nuovi balconi sul cortile, mantenendo il doppio affaccio su strada e sul verde della proprietà confinante.
La scala esistente viene affiancata da un nuovo nucleo scala-ascensore, necessario all'adeguamento normativo, che si inserisce sul fronte interno come elemento curvilineo con taglio a tutta altezza per l'illuminazione naturale, una soluzione che non si sovrappone al ritmo compositivo esistente. In cima, l'ultimo piano viene recuperato con tre unità duplex, terrazza e una nuova copertura a falde che ridisegna il profilo dell'edificio e ricolloca i macchinari impiantistici in un vano tecnico dedicato.
Sulle facciate principali il lavoro è di restauro conservativo: revisione cromatica con grigio scuro al basamento e grigio chiaro ai piani superiori, restauro di cornici, balconi e parapetti in ferro. La nuova copertura si integra con un fregio decorativo in ferro verniciato che riprende il disegno dei parapetti originali, stabilendo una continuità formale tra il nuovo e l'esistente.
Il progetto parte da questa realtà. L'obiettivo non è restituire un'immagine originaria che non esiste più. Si lavora sul corpo esistente: si rimuove ciò che è incongruo, si aggiunge ciò che manca, e le due operazioni restano leggibili per quello che sono.
Al piano terra l'ingresso viene ridisegnato come spazio di passaggio e attesa (portineria, aree informali, due unità commerciali), al piano terra una palestra con area wellness completa l'offerta per i residenti.
Ai piani superiori gli appartamenti vengono ripensati negli spazi interni e aperti verso l'esterno attraverso nuovi balconi sul cortile, mantenendo il doppio affaccio su strada e sul verde della proprietà confinante.
La scala esistente viene affiancata da un nuovo nucleo scala-ascensore, necessario all'adeguamento normativo, che si inserisce sul fronte interno come elemento curvilineo con taglio a tutta altezza per l'illuminazione naturale, una soluzione che non si sovrappone al ritmo compositivo esistente. In cima, l'ultimo piano viene recuperato con tre unità duplex, terrazza e una nuova copertura a falde che ridisegna il profilo dell'edificio e ricolloca i macchinari impiantistici in un vano tecnico dedicato.
Sulle facciate principali il lavoro è di restauro conservativo: revisione cromatica con grigio scuro al basamento e grigio chiaro ai piani superiori, restauro di cornici, balconi e parapetti in ferro. La nuova copertura si integra con un fregio decorativo in ferro verniciato che riprende il disegno dei parapetti originali, stabilendo una continuità formale tra il nuovo e l'esistente.
Il progetto parte da questa realtà. L'obiettivo non è restituire un'immagine originaria che non esiste più. Si lavora sul corpo esistente: si rimuove ciò che è incongruo, si aggiunge ciò che manca, e le due operazioni restano leggibili per quello che sono.
Al piano terra l'ingresso viene ridisegnato come spazio di passaggio e attesa (portineria, aree informali, due unità commerciali), al piano terra una palestra con area wellness completa l'offerta per i residenti.
Ai piani superiori gli appartamenti vengono ripensati negli spazi interni e aperti verso l'esterno attraverso nuovi balconi sul cortile, mantenendo il doppio affaccio su strada e sul verde della proprietà confinante.
La scala esistente viene affiancata da un nuovo nucleo scala-ascensore, necessario all'adeguamento normativo, che si inserisce sul fronte interno come elemento curvilineo con taglio a tutta altezza per l'illuminazione naturale, una soluzione che non si sovrappone al ritmo compositivo esistente. In cima, l'ultimo piano viene recuperato con tre unità duplex, terrazza e una nuova copertura a falde che ridisegna il profilo dell'edificio e ricolloca i macchinari impiantistici in un vano tecnico dedicato.
Sulle facciate principali il lavoro è di restauro conservativo: revisione cromatica con grigio scuro al basamento e grigio chiaro ai piani superiori, restauro di cornici, balconi e parapetti in ferro. La nuova copertura si integra con un fregio decorativo in ferro verniciato che riprende il disegno dei parapetti originali, stabilendo una continuità formale tra il nuovo e l'esistente.
Il progetto parte da questa realtà. L'obiettivo non è restituire un'immagine originaria che non esiste più. Si lavora sul corpo esistente: si rimuove ciò che è incongruo, si aggiunge ciò che manca, e le due operazioni restano leggibili per quello che sono.
Al piano terra l'ingresso viene ridisegnato come spazio di passaggio e attesa (portineria, aree informali, due unità commerciali), al piano terra una palestra con area wellness completa l'offerta per i residenti.
Ai piani superiori gli appartamenti vengono ripensati negli spazi interni e aperti verso l'esterno attraverso nuovi balconi sul cortile, mantenendo il doppio affaccio su strada e sul verde della proprietà confinante.
La scala esistente viene affiancata da un nuovo nucleo scala-ascensore, necessario all'adeguamento normativo, che si inserisce sul fronte interno come elemento curvilineo con taglio a tutta altezza per l'illuminazione naturale, una soluzione che non si sovrappone al ritmo compositivo esistente. In cima, l'ultimo piano viene recuperato con tre unità duplex, terrazza e una nuova copertura a falde che ridisegna il profilo dell'edificio e ricolloca i macchinari impiantistici in un vano tecnico dedicato.
Sulle facciate principali il lavoro è di restauro conservativo: revisione cromatica con grigio scuro al basamento e grigio chiaro ai piani superiori, restauro di cornici, balconi e parapetti in ferro. La nuova copertura si integra con un fregio decorativo in ferro verniciato che riprende il disegno dei parapetti originali, stabilendo una continuità formale tra il nuovo e l'esistente.
Il progetto parte da questa realtà. L'obiettivo non è restituire un'immagine originaria che non esiste più. Si lavora sul corpo esistente: si rimuove ciò che è incongruo, si aggiunge ciò che manca, e le due operazioni restano leggibili per quello che sono.
Al piano terra l'ingresso viene ridisegnato come spazio di passaggio e attesa (portineria, aree informali, due unità commerciali), al piano terra una palestra con area wellness completa l'offerta per i residenti.
Ai piani superiori gli appartamenti vengono ripensati negli spazi interni e aperti verso l'esterno attraverso nuovi balconi sul cortile, mantenendo il doppio affaccio su strada e sul verde della proprietà confinante.
La scala esistente viene affiancata da un nuovo nucleo scala-ascensore, necessario all'adeguamento normativo, che si inserisce sul fronte interno come elemento curvilineo con taglio a tutta altezza per l'illuminazione naturale, una soluzione che non si sovrappone al ritmo compositivo esistente. In cima, l'ultimo piano viene recuperato con tre unità duplex, terrazza e una nuova copertura a falde che ridisegna il profilo dell'edificio e ricolloca i macchinari impiantistici in un vano tecnico dedicato.
Sulle facciate principali il lavoro è di restauro conservativo: revisione cromatica con grigio scuro al basamento e grigio chiaro ai piani superiori, restauro di cornici, balconi e parapetti in ferro. La nuova copertura si integra con un fregio decorativo in ferro verniciato che riprende il disegno dei parapetti originali, stabilendo una continuità formale tra il nuovo e l'esistente.
Schemi progettuali
Fronti su Via Adda e Via Cornalia
Schemi progettuali
Fronti su Via Adda e Via Cornalia
Schemi progettuali
Fronti su Via Adda e Via Cornalia

















fronti su cortile
fronti su cortile
fronti su cortile






























































Committente Addaliving SRL
Progettazione architettonica e direzione artistica De Amicis Architetti
Direzione lavori Arch. Paolo Montorfano
Progettazione e direzione lavori opere strutturali Studio Brambilla Ferrari
Progettazione e direzione lavori impianti Studio Milago
Progettazione e direzione lavori impianti meccanici ed elettrici Studio Milago
Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione Arch. Marco Campanella
Render Dils