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La Locanda La Raia prende vita in un vecchio edificio abbandonato da circa quarant'anni che un tempo fu una vecchia osteria, Osteria Lomellina, dalle fattezze tipiche della tradizione locale.

Prima ancora di essere un progetto di architettura e di interni, la Locanda è un progetto di paesaggio che cerca di ridefinire le relazioni tra oggetto e contesto a scala territoriale.

Il progetto ha cercato di ricostruire fisicamente la relazione tra il contesto e la Locanda tramite la modellazione del sito e la formazione di due giardini di diversa natura: da un lato il giardino delle erbe aromatiche (a forma di foglia) che, reinterpretando la tradizione del giardino all’italiana, regola le dinamiche, anche percettive, di accesso alla Locanda, e dall’altro il giardino di raccordo “a balze” che regola la transizione tra gli spazi pertinenziali e le vigne.  

Il progetto architettonico e quello di interior sono stati guidati dal tentativo di realizzare una struttura dove fosse ben percepibile la cura e la stratificazione tipiche delle più belle residenze private. I dettagli architettonici, le componenti di arredo fisso e la gran parte degli accessori sono stati realizzati a disegno, e, analogamente, gli arredi e le componenti decorative sono state recuperate una ad una avendo cura di miscelare stili e atmosfere antiche con quelle contemporanee, proprio come avviene nelle storie personali di ognuno per effetto della sedimentazione e contaminazione nel tempo di cose e ricordi.

Crediti fotografici Alberto Strada      

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Locanda La Raia
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La Locanda La Raia prende vita in un vecchio edificio abbandonato da circa quarant'anni che un tempo fu una vecchia osteria, Osteria Lomellina, dalle fattezze tipiche della tradizione locale.

Prima ancora di essere un progetto di architettura e di interni, la Locanda è un progetto di paesaggio che cerca di ridefinire le relazioni tra oggetto e contesto a scala territoriale.

Il progetto ha cercato di ricostruire fisicamente la relazione tra il contesto e la Locanda tramite la modellazione del sito e la formazione di due giardini di diversa natura: da un lato il giardino delle erbe aromatiche (a forma di foglia) che, reinterpretando la tradizione del giardino all’italiana, regola le dinamiche, anche percettive, di accesso alla Locanda, e dall’altro il giardino di raccordo “a balze” che regola la transizione tra gli spazi pertinenziali e le vigne.  

Il progetto architettonico e quello di interior sono stati guidati dal tentativo di realizzare una struttura dove fosse ben percepibile la cura e la stratificazione tipiche delle più belle residenze private. I dettagli architettonici, le componenti di arredo fisso e la gran parte degli accessori sono stati realizzati a disegno, e, analogamente, gli arredi e le componenti decorative sono state recuperate una ad una avendo cura di miscelare stili e atmosfere antiche con quelle contemporanee, proprio come avviene nelle storie personali di ognuno per effetto della sedimentazione e contaminazione nel tempo di cose e ricordi.

Crediti fotografici Alberto Strada      

La Locanda La Raia prende vita in un vecchio edificio abbandonato da circa quarant'anni che un tempo fu una vecchia osteria, Osteria Lomellina, dalle fattezze tipiche della tradizione locale.

Prima ancora di essere un progetto di architettura e di interni, la Locanda è un progetto di paesaggio che cerca di ridefinire le relazioni tra oggetto e contesto a scala territoriale.

Il progetto ha cercato di ricostruire fisicamente la relazione tra il contesto e la Locanda tramite la modellazione del sito e la formazione di due giardini di diversa natura: da un lato il giardino delle erbe aromatiche (a forma di foglia) che, reinterpretando la tradizione del giardino all’italiana, regola le dinamiche, anche percettive, di accesso alla Locanda, e dall’altro il giardino di raccordo “a balze” che regola la transizione tra gli spazi pertinenziali e le vigne.  

Il progetto architettonico e quello di interior sono stati guidati dal tentativo di realizzare una struttura dove fosse ben percepibile la cura e la stratificazione tipiche delle più belle residenze private. I dettagli architettonici, le componenti di arredo fisso e la gran parte degli accessori sono stati realizzati a disegno, e, analogamente, gli arredi e le componenti decorative sono state recuperate una ad una avendo cura di miscelare stili e atmosfere antiche con quelle contemporanee, proprio come avviene nelle storie personali di ognuno per effetto della sedimentazione e contaminazione nel tempo di cose e ricordi.

Crediti fotografici Alberto Strada      

La Locanda La Raia prende vita in un vecchio edificio abbandonato da circa quarant'anni che un tempo fu una vecchia osteria, Osteria Lomellina, dalle fattezze tipiche della tradizione locale.

Prima ancora di essere un progetto di architettura e di interni, la Locanda è un progetto di paesaggio che cerca di ridefinire le relazioni tra oggetto e contesto a scala territoriale.

Il progetto ha cercato di ricostruire fisicamente la relazione tra il contesto e la Locanda tramite la modellazione del sito e la formazione di due giardini di diversa natura: da un lato il giardino delle erbe aromatiche (a forma di foglia) che, reinterpretando la tradizione del giardino all’italiana, regola le dinamiche, anche percettive, di accesso alla Locanda, e dall’altro il giardino di raccordo “a balze” che regola la transizione tra gli spazi pertinenziali e le vigne.  

Il progetto architettonico e quello di interior sono stati guidati dal tentativo di realizzare una struttura dove fosse ben percepibile la cura e la stratificazione tipiche delle più belle residenze private. I dettagli architettonici, le componenti di arredo fisso e la gran parte degli accessori sono stati realizzati a disegno, e, analogamente, gli arredi e le componenti decorative sono state recuperate una ad una avendo cura di miscelare stili e atmosfere antiche con quelle contemporanee, proprio come avviene nelle storie personali di ognuno per effetto della sedimentazione e contaminazione nel tempo di cose e ricordi.

Crediti fotografici Alberto Strada      

La Locanda La Raia prende vita in un vecchio edificio abbandonato da circa quarant'anni che un tempo fu una vecchia osteria, Osteria Lomellina, dalle fattezze tipiche della tradizione locale.

Prima ancora di essere un progetto di architettura e di interni, la Locanda è un progetto di paesaggio che cerca di ridefinire le relazioni tra oggetto e contesto a scala territoriale.

Il progetto ha cercato di ricostruire fisicamente la relazione tra il contesto e la Locanda tramite la modellazione del sito e la formazione di due giardini di diversa natura: da un lato il giardino delle erbe aromatiche (a forma di foglia) che, reinterpretando la tradizione del giardino all’italiana, regola le dinamiche, anche percettive, di accesso alla Locanda, e dall’altro il giardino di raccordo “a balze” che regola la transizione tra gli spazi pertinenziali e le vigne.  

Il progetto architettonico e quello di interior sono stati guidati dal tentativo di realizzare una struttura dove fosse ben percepibile la cura e la stratificazione tipiche delle più belle residenze private. I dettagli architettonici, le componenti di arredo fisso e la gran parte degli accessori sono stati realizzati a disegno, e, analogamente, gli arredi e le componenti decorative sono state recuperate una ad una avendo cura di miscelare stili e atmosfere antiche con quelle contemporanee, proprio come avviene nelle storie personali di ognuno per effetto della sedimentazione e contaminazione nel tempo di cose e ricordi.

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La Locanda La Raia prende vita in un vecchio edificio abbandonato da circa quarant'anni che un tempo fu una vecchia osteria, Osteria Lomellina, dalle fattezze tipiche della tradizione locale.

Prima ancora di essere un progetto di architettura e di interni, la Locanda è un progetto di paesaggio che cerca di ridefinire le relazioni tra oggetto e contesto a scala territoriale.

Il progetto ha cercato di ricostruire fisicamente la relazione tra il contesto e la Locanda tramite la modellazione del sito e la formazione di due giardini di diversa natura: da un lato il giardino delle erbe aromatiche (a forma di foglia) che, reinterpretando la tradizione del giardino all’italiana, regola le dinamiche, anche percettive, di accesso alla Locanda, e dall’altro il giardino di raccordo “a balze” che regola la transizione tra gli spazi pertinenziali e le vigne.  

Il progetto architettonico e quello di interior sono stati guidati dal tentativo di realizzare una struttura dove fosse ben percepibile la cura e la stratificazione tipiche delle più belle residenze private. I dettagli architettonici, le componenti di arredo fisso e la gran parte degli accessori sono stati realizzati a disegno, e, analogamente, gli arredi e le componenti decorative sono state recuperate una ad una avendo cura di miscelare stili e atmosfere antiche con quelle contemporanee, proprio come avviene nelle storie personali di ognuno per effetto della sedimentazione e contaminazione nel tempo di cose e ricordi.

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Luogo

Gavi (AL), Italy

Committente

Società agricola La Raia

Durata

2017

Superficie costruita

1.400 mq

Luogo

Gavi (AL), Italy

Committente

Società agricola La Raia

Durata

2017

Superficie costruita

1.400 mq

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Stanze

10

Appartamenti

2

Ristorante

30 coperti

Spa

150 mq

Palestra

150 mq

Piscina

15x5 m

Negozio La Raia

4 mq

Stanze

10

Appartamenti

2

Ristorante

30 coperti

Spa

150 mq

Palestra

150 mq

Piscina

15x5 m

Negozio La Raia

4 mq

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