122. NTT DATA MILAN HEADQUARTER

Milano

Dal dinamismo relazionale delle pratiche lavorative contemporanee nasce l’esigenza di complessità spaziale dei luoghi che le accolgono e un ripensamento delle tipologie consolidate. Un maggior ricorso a spazi esterni (inclusa la propria abitazione), un uso flessibile degli ambienti, la moltiplicazione e diversificazione della tipologia di spazi di relazione e di collaborazione, infatti, sono solo alcune delle principali nuove richieste dei lavoratori e delle aziende.
Negli ultimi anni l’habitat ideale di un ufficio sembra volersi confrontare, più che con una singola attività, quasi con un’intera città: organica, stratificata, incrementale negli spazi e adattiva e nei tempi che l’attraversano e la trasformano.
Per il progetto di fit out della nuova sede direzionale di NTT DATA a Milano, articolata su 16 piani di circa 1000 mq ciascuno, l’operazione principale è stata quella di rendere ogni piano unico per layout, materiali e arredi, riproponendo all’interno dell’edificio quello stesso tipo di complessità che si ritrova nella vita urbana.
Anche l’interno di ogni singolo piano riprende, attraverso gli spazi e gli allestimenti, quelle situazioni tipicamente urbane che sono capaci per natura e carattere di generare relazioni indeterminate: piazze, scalinate, terrazze, corti. 
Due macro-gruppi di spazi si articolano su ciascun piano: il primo, costituito dagli “hard spaces” incorpora tutte le tipologie di spazi indispensabili in qualsiasi ufficio (phone booths, guardaroba, sale riunioni, uffici singoli, uffici open, conference room, aree lounge, aree break, aree print, ecc.); al secondo, costituito dai “soft spaces”, appartengono invece tutti quegli spazi non definiti e personalizzabili secondo le esigenze funzionali. Per questa seconda categoria di spazi il criterio è di non intervenire con modalità edilizie, ma con un allestimento leggero e fortemente caratterizzato, che possa offrire diverse tipologie di utilizzo, anche inaspettate, e riconfigurarsi in caso di necessità con grande flessibilità.
Questi due macro-gruppi di spazi colonizzano tutti i piani, adattandosi al layout e al carattere di ciascun luogo, generando all’interno dell’edificio una moltitudine di occasioni e ambienti diversi per geometria, identità, e relazione con lo spazio circostante.
L’edifico si configura quindi come un piccolo mondo variegato che si sposa perfettamente con le attività prevalenti di natura relazionale e collettiva cui le sedi di lavoro saranno sempre più destinate. La dinamicità imposta da tali attività, insieme alla scomparsa della postazione fissa, prevedono infatti un uso degli spazi che può variare, anche tra piani diversi, anche all’interno della stessa giornata.

 

Ph. Alberto Strada