101. LOCANDA LA RAIA

Gavi (AL)

La Locanda La raia prende vita in un vecchio edificio abbandonato che un tempo fu una vecchia osteria, dalle fattezze tipiche della tradizione locale.Il lavoro di ricostruzione è iniziato dalla ricerca del significato del luogo e delle sue relazioni con il paesaggio, a partire dalla valorizzazione del dialogo tra interno ed esterno. Le proporzioni del corpo di fabbrica sono state ridefinite tramite riempimenti e movimenti di suolo per recuperare un’identità più marcata e riconoscibile, nuove aperture, diverse per forme e dimensioni, hanno selezionato le viste più interessanti, e la stessa matrice tipologica è stata rovesciata trasformando il lugubre cavedio interno preesistente in un patio astratto attorno a cui ruota la nuova organizzazione degli spazi interni. Un altro forte elemento di relazione territoriale riguarda l’uso del colore per le facciate: allontanandosi completamente dalle tinte proprie della tradizione locale, la Locanda, ricerca un nuovo dialogo con il paesaggio a partire dalla volontà di appartenere a esso, non più tramite una contrapposizione cromatica, ma come una sua declinazione all’interno della stessa gamma di cromie. I dettagli architettonici, le componenti di arredo fisso e la gran parte degli accessori sono stati realizzati a disegno; gli arredi e le componenti decorative sono state recuperate avendo cura di miscelare stili e atmosfere antiche con quelle del design contemporaneo. Dieci camere e due appartamenti: ognuna è diversa per dimensioni, colori e atmosfere. Le aree comuni comprendono due soggiorni, due aree pranzo comunicanti, un negozio con i prodotti dell’azienda agricola, una palestra , una spa e una piscina. Accompagna all’ingresso il giardino composto da una selezione di sole erbe aromatiche, disposte in modo tale da formare una grande foglia.

 

Crediti aree verdi:

DEAMICISARCHITETTI

Concezione e progetto Giardino La Foglia

Progetto esecutivo del parco

COLOCO

Concezione del parco

Progetto generale di paesaggio

Progetto vegetale

 

Photography

Alberto Strada